COMUNICATO STAMPA
MoVimento 5 Stelle
San Giovanni Valdarno (Ar)
Venerdì 10 aprile alle ore 12,30 presso la sede del MoVimento 5 Stelle di San Giovanni Valdarno (via Mazzini 9) si svolgerà la conferenza stampa unificata dei vari gruppi valdarnesi del Movimento 5 stelle per informare la cittadinanza sui risultati ottenuti a seguito delle mozioni presentate nei vari Consigli comunali locali, una riguardante la soppressione degli ATO, l'altra la richiesta di annullamento della procedura di gara per l’assegnazione del servizio a Sei Toscana e del contratto stipulato con ATO Toscana Sud.
Nel corso della conferenza saranno fornite ulteriori informazioni circa le recenti azioni intraprese in Parlamento e attraverso la Commissione Europea.
Interverrà durante l'incontro con la stampa la portavoce M5S in Parlamento Federica Daga, prima firmataria dell’interrogazione depositata in Commissione Ambiente presso la Camera dei Deputati (Interrogazione a risposta scritta 4-08201del 27 febbraio 2015, seduta n. 383 )
UFFICIO STAMPA
MOVIMENTO 5 STELLE
SAN GIOVANNI VALDARNO (AREZZO)
venerdì 10 aprile 2015
giovedì 9 aprile 2015
L'AEEGSI mette a rischio il diritto all'acqua? Provi a stare senza!
L'AEEGSI mette a rischio il diritto all'acqua? Provi a stare senza!
Distacco simbolico nella sede dell'Autorità, per lanciare la rete romana degli sportelli contro i distacchi idrici
Oggi un gruppo di attivisti della rete “Diritto alla città” ha chiuso il contatore dell'acqua della sede dell'Autorità per l'Energia il Gas e il Servizio idrico (AEEGSI), per far provare cosa significa rimanere anche solo mezza giornata senz'acqua.
Dietro una rispettabile facciata l'azione dell'AEEGSI sta infatti facendo aumentare le bollette e mettendo a rischio il diritto all'acqua in tutta Italia.
L'autorità “indipendente”, i cui stipendi sono però pagati dai gestori, ha avanzato una proposta alla Commissione Ambiente al Senato, subito recepita dal Sen. Mirabelli (PD), che cancella il diritto al flusso minimo vitale idrico per chi si trova in situazioni di morosità. Come dire che il diritto all'acqua non deve essere universale, con buona pace dell'ONU e di un referendum che hanno affermato il contrario.
In tutta Italia i gestori stanno intensificando i distacchi idrici come metodo di recupero crediti, ma in risposta stanno nascendo esperienze di resistenza dal basso, come la rete di sportelli antidistacco nata a Roma contro i distacchi indiscrimanti di Acea e contro le nuove privatizzazioni Renziane, alle quali la giunta Marino sta obbedendo ciecamente.
Il prossimo appuntamento sarà il 23 aprile, alle 11 sotto la sede di Acea in Piazzale Ostiense, dove si parlerà di diritti e di gestione “comune” dell'acqua, mentre i soci di Acea SpA saranno chiusi in assemblea a discutere di dividendi e della creazione di una “new-co dell'acqua” che garantisca ad Acea l'espansione in tutto il Centro Italia. Nomi nuovi per vecchie privatizzazioni.
La nostra risposta sarà sempre quella della difesa del diritto all'acqua, in piazza e agli sportelli antidistacco nati in città (bastadistacchi.blogspot.it).
Perché da soli è difficile difendersi, ma insieme si può vincere!
bastadistacchi.blogspot.it
nodistacchi@gmail.com
Distacco simbolico nella sede dell'Autorità, per lanciare la rete romana degli sportelli contro i distacchi idrici
Oggi un gruppo di attivisti della rete “Diritto alla città” ha chiuso il contatore dell'acqua della sede dell'Autorità per l'Energia il Gas e il Servizio idrico (AEEGSI), per far provare cosa significa rimanere anche solo mezza giornata senz'acqua.
Dietro una rispettabile facciata l'azione dell'AEEGSI sta infatti facendo aumentare le bollette e mettendo a rischio il diritto all'acqua in tutta Italia.
L'autorità “indipendente”, i cui stipendi sono però pagati dai gestori, ha avanzato una proposta alla Commissione Ambiente al Senato, subito recepita dal Sen. Mirabelli (PD), che cancella il diritto al flusso minimo vitale idrico per chi si trova in situazioni di morosità. Come dire che il diritto all'acqua non deve essere universale, con buona pace dell'ONU e di un referendum che hanno affermato il contrario.
In tutta Italia i gestori stanno intensificando i distacchi idrici come metodo di recupero crediti, ma in risposta stanno nascendo esperienze di resistenza dal basso, come la rete di sportelli antidistacco nata a Roma contro i distacchi indiscrimanti di Acea e contro le nuove privatizzazioni Renziane, alle quali la giunta Marino sta obbedendo ciecamente.
Il prossimo appuntamento sarà il 23 aprile, alle 11 sotto la sede di Acea in Piazzale Ostiense, dove si parlerà di diritti e di gestione “comune” dell'acqua, mentre i soci di Acea SpA saranno chiusi in assemblea a discutere di dividendi e della creazione di una “new-co dell'acqua” che garantisca ad Acea l'espansione in tutto il Centro Italia. Nomi nuovi per vecchie privatizzazioni.
La nostra risposta sarà sempre quella della difesa del diritto all'acqua, in piazza e agli sportelli antidistacco nati in città (bastadistacchi.blogspot.it).
Perché da soli è difficile difendersi, ma insieme si può vincere!
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Arresti Domiciliari per il Sindaco di Marino (RM), un dipendente comunale ed altri tre imprenditori.
http://www.marino24ore.it/2015/04/m5s-da-mesi-denunciamo-lo-stato-di-dubbia-legalita/
Questa mattina, all'alba, il Sindaco di Marino (RM) è stato messo ai domiciliari.
Riporto il comunicato stampa del gruppo consigliare M5S di Marino.
Questa mattina, all'alba, il Sindaco di Marino (RM) è stato messo ai domiciliari.
Riporto il comunicato stampa del gruppo consigliare M5S di Marino.
M5S: “Da mesi denunciamo lo stato di dubbia legalità”
Arresti domiciliari per il Sindaco Fabio Silvagni, un dipendente comunale ed altri tre imprenditori. Così si è svegliata stamattina la Città di Marino. Le indagini della Procura di Velletri, in piedi da giugno, riguardano un caso di corruzione e peculato, relativo all’apertura di una nota catena commerciale sul territorio di Marino. Nessuno festeggia, neanche il M5S Città di Marino, cui il Sindaco prometteva ultimamente battaglia, in Consiglio e sulla stampa locale. Denunciamo da mesi lo stato di dubbia legalità sulla gestione della macchina amministrativa a Marino. Dai Rifiuti all’Edilizia, specie in merito alla nota speculazione del Divino Amore, nella nostra Città il normale e legale funzionamento della Pubblica Amministrazione è quantomeno dubbio, da anni. Non abbiamo mai fatto riferimento ai deputati organi di Giustizia penale, ma sosteniamo da mesi l’intervento delle gerarchie amministrative. Con l’arresto del Sindaco non cambia la situazione generale, considerato anche che la vexata quaestio non riguarda fenomeni di maggiore entità. È necessario il controllo su quanto sta accedendo in merito alla speculazione edilizia del Divino Amore, sulla gestione dei Rifiuti e sui conti di Multiservizi dei Castelli di Marino S.p.a. – affidataria del servizio – così come sulla questione idrica e la relativa gestione di Acea Ato2: come accade più o meno in tutti gli altri Comuni della Ato. Sull’ordinanza di custodia cautelare, pare risulti l’emergere di interessamenti politici, sulla distribuzione di posti di lavoro a schiere di elettori. Dare lavoro è qualcosa di onorevole, ma è un diritto ed un dovere di ogni cittadino: non può essere un privilegio. Questa Città non risolverà i problemi in seguito all’arresto del suo Sindaco: ci sarebbe piuttosto bisogno dell’azzeramento della sua Giunta, del controllo sulla legalità, sulla gestione dell’Autorità amministrativa e sulla tutela dell’Interesse pubblico, che è prevalente in quanto fine primario stabilito per legge, superiore agli altri interessi perché di tutti, non solo di chi amministra e di chi gli è amico. La stessa situazione si troverebbe in miriadi di altre questioni di rilievo, relativamente alla gestione amministrativa di anni e anni addietro. Non sono gli arresti a fare giustizia, ma la legge. E gli organi superiori, dal Prefetto al Ministro della P.A., fino agli organi di giustizia contabile, devono vigilare sul rispetto della legalità e far valere sempre la tutela dell’Interesse pubblico, reso effettivo dal rispetto della legge, nonché dalla concertazione democratica delle decisioni: non di certo dalla gestione accentrata ed autoritaria che lo stesso Silvagni ha praticato negli ultimi mesi. Dopo l’arresto del Sindaco, rimane pertanto la vischiosità della gestione nell’Ente locale, che da anni, come denuncia il M5S Città di Marino, presenta evidenti lacune.
Il Gruppo consiliare M5S Città di Marino
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mercoledì 8 aprile 2015
La Commissione VIA: conflitti di interessi negli appalti
Quando il controllore lavora per il controllato
Troppi conflitti d'interesse sugli appalti
La Commissione Via è l'organo pubblico che decide se un'opera si può fare o no. C'è solo un problema: molti dei suoi componenti lavorano per aziende private. I cui affari dipendono direttamente dai pareri dei commissari. Un'anomalia che il governo non ha risolto e su cui il Movimento 5 Stelle chiede chiarezza
di Stefano Vergine
07 aprile 2015 http://espresso.repubblica.it/
Decidono di ponti e autostrade, oleodotti e ferrovie, perforazioni petrolifere, centrali elettriche, porti, inceneritori. Su tutto ciò che può modificare l'ambiente in Italia, il pallino è in mano ai 48 membri della Commissione Via , acronimo che sta per “Valutazione d'impatto ambientale”. Loro sono architetti, magistrati, ingegneri, economisti, geologi. Professionisti chiamati a dire se un'opera si può fare oppure no. E a controllare che i criteri scelti per la realizzazione vengano rispettati dalle aziende costruttrici. Compiti delicatissimi, visto che in ballo ci sono lavori milionari e spesso contestati dalle comunità locali.
Indagando sui membri della Commissione emerge però che parecchi di loro, oltre a fare i tecnici per il governo italiano, lavorano per società che dai pareri della Commissione dipendono direttamente. Una coincidenza che potrebbe mettere a rischio la loro imparzialità. Su questo si concentra l'esposto inviato in questi giorni da un gruppo di parlamentari del Movimento 5 Stelle (membri della Commissione Ambiente della Camera) alle Procure di Roma e Firenze, oltre che all'Autorità Anti Corruzione e alla Direzione Nazionale Antimafia. “L'Espresso” ha potuto leggere in anteprima l'esposto. E questi sono alcuni dei nomi dei commissari su cui i parlamentari grillini chiedono di fare luce.
Uno dei capitoli più lunghi è dedicato ad Antonio Grimaldi, storico docente di Ingegneria all'università romana di Tor Vergata. Oltre ad essere membro della Commissione, Grimaldi svolge anche attività privata con la Progin, una società di progettazione che il professore di fatto controlla. Il problema, sottolinea l'esposto, è che la Progin lavora insieme a gruppi che hanno parecchio a che fare con la Commissione di cui Grimaldi fa parte. Il caso più eclatante riguarda l'Anas, la società pubblica che gestisce una buona fetta delle autostrade italiane. E non solo: la Progin è infatti socia dell'Anas in tre consorzi attivi in Colombia, con cui si spartisce commesse per un totale di 30 milioni di euro. Allo stesso tempo, si legge nell'esposto, «decine di progetti dell'Anas sono stati valutati a vario titolo dalla Commissione Via». Come dire: siamo sicuri, chiedono i deputati grillini, che quando Grimaldi ha dovuto valutare i progetti dell'Anas lo abbia fatto in modo imparziale?
La stessa domanda riguarda parecchi altri membri della Commissione. Come Silvio Bosetti, ingegnere e direttore generale della Energy Lab Foundation: una struttura di cui sono socie la Fondazione Edison, della Edison, e la Fondazione AEM, del gruppo A2A. Insomma, dietro la Energy Lab Foundation ci sono due dei principali gruppi energetici che operano in Italia. Nell'esposto si evidenzia che, da membro della Commissione, tra il 2013 e il 2014 Bosetti si è trovato a decidere di tre progetti proposti da questi due gruppi. Una centrale elettrica di Edison a Pianopoli, in provincia di Catanzaro. E due centrali di A2A, una a Monfalcone (Gorizia) e l'altra a Brescia. In tutti e tre i casi il parere dell'ingegnere è stato positivo.
Ha approvato un bel po' progetti presentati dall'Anas un altro membro della Commissione, l'architetto Francesca Soro. Che dalla stessa Anas ha ricevuto un incarico personale: nel 2011 è stata nominata commissario di gara per un intervento stradale da svolgere in Sicilia. Anche Arturo Luca Montanelli, architetto, è citato nell'esposto. Oltre ad essere membro della Commissione, Montanelli è il legale rappresentante di una società di progettazione (la Ardea) che fa parte di un grande consorzio di imprese (Red). Il problema, fanno notare i grillini, è che i clienti di alcune società che formano il consorzio hanno presentato i loro progetti alla Commissione Via. Insomma, Montanelli ha votato i piani dei clienti dei suoi soci. Come ad esempio quello dell'Ilva di Taranto, l'enorme acciaieria entrata in crisi a causa del mancato rispetto delle procedure ambientali.
Tra i nomi citati nell'esposto c'è anche quello del presidente della Commissione Via, Guido Monteforte Specchi. I deputati del Movimento 5 Stelle dicono che l'ingegnere ha fatto il consulente per un'azienda, la Itw & Lkw Geotermia Italia. E che quest'azienda ha presentato un progetto in Commissione per un impianto geotermico pilota da realizzare a Castel Giorgio, in provincia di Terni.
Una stoccata i grillini la tirano anche a chi alterna incarichi pubblici e privati. Come ad esempio Maria Fernanda Stagno D'Alcontres, architetto, fino a un anno fa commissario straordinario per la Metro C di Roma, l'opera finita al centro delle indagini della magistratura per i ritardi e i costi aumentati. Ebbene, come si legge nel suo curriculum , la D'Alcontres è stata dal 2001 al 2005 in forze al ministero delle Infrastrutture, come componente della struttura tecnica di missione. Poi, dal 2006 al 2007, è passata a fare la consulente per la Tav spa, la società costituita dalle Ferrovie dello Stato per realizzare le linee dei treni ad alta velocità. Infine, dal 2008, è diventata membro della Commissione Via, che sulla Tav si è trovata spesso a decidere.
Non ci sono però solo i possibili conflitti d'interesse. Come gli stessi deputati grillini avevano già evidenziato in una recente interrogazione parlamentare, all'interno della Commissione Via ci sarebbero persino piduisti e personaggi vicini alla 'ndrangheta. Di Vincenzo Ruggiero, commercialista e membro della Commissione da oltre 10 anni, si ricorda che la Prefettura di Reggio Calabria nel 2008 lo descrisse come «sospettato di essere asservito alla cosca Piromalli-Molè-Stillitano operante in Reggio Calabria» . Mentre di Antonio Castelgrande, ingegnere di 85 anni, si mette in evidenza un articolo pubblicato dal quotidiano “l'Unità” nel 2002 , che raccontava della presenza di Castelgrande nell'elenco dei membri della loggia massonica P2.
Al di là di questi ultimi casi, però, l'esposto riguarda un tema per certi versi ancora più rilevante. E' giusto che persone chiamate a decidere il destino di opere come la Tav, le autostrade o i pozzi petroliferi possano avere degli interessi privati in quelle opere? Non sarebbe meglio, per evitare possibili conflitti d'interesse, affidare la Commissione solo a persone oggettivamente imparziali, ad esempio a professori universitari senza incarichi nel settore privato? Domande a cui nemmeno i magistrati potranno rispondere. Perché quel compito tocca al governo di Matteo Renzi e al suo ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, a cui fa capo la Commissione Via.
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giovedì 2 aprile 2015
DDL Madia: il Governo non si nasconda dietro ai referendum dell'Acqua per privatizzarla
DDL Madia: il Governo non si nasconda dietro ai referendum dell'Acqua per privatizzarla
Questo Governo, come i precedenti, insistono a creare occasioni per favorire i processi di privatizzazione dell'Acqua e dei Servizi Pubblici Locali in barba all'esito dei referendum 2011. Senza usare mai la parola privatizzazione né obbligare ad essa, il Governo ha inserito norme nella Legge di Stabilità e nel decreto "Sblocca Italia" per favorirle incentivando le dismissioni delle quote azionarie in mano agli Enti Locali e favorendo economicamente i soggetti privati e i processi di aggregazione tra le aziende che gestiscono il servizio idrico. Facile conseguenza dal momento che gli Enti Locali sono in forte sofferenza, grazie alle politiche governative degli ultimi 20 anni.
Dalle agenzie (http://www.publicpolicy.it/pa-norme-acqua-ue-referendum-relatore-pubblica-45540.html) il relatore Sen. Pagliari parla dell'art. 15 approvato in Commissione Affari Costituzionali sostenendo che l'acqua resterà pubblica. E' scorretto usare e nascondersi dietro al referendum
sull'acqua del 2011, che riguardava anche gli altri servizi pubblici locali, mentre altre parti del testo portano ad una sempre più veloce privatizzazione degli stessi SPL.
Il Sen. Pagliari mistifica la realtà e si dipinge quale difensore dell'acqua pubblica ma,
nella versione dell'articolo approvata in commissione, se da una
parte si inseriscono nel testo parole per il rispetto dell'esito referendario, dall'altra si
incentivano aggregazioni tra aziende fino alla perdita del controllo
pubblico delle stesse e soprattutto si continua a limitare la possibilità di gestione
pubblica. Tale limitazione è in contrasto con la disciplina comunitaria che tutela la gestione tramite aziende di diritto pubblico
quale possibile scelta degli Stati membri e dei rispettivi Enti Locali.
Così la maggioranza va sicuramente contro
all'esito referendario.
La delega in bianco al Governo sulla pubblica amministrazione privatizzerà ulteriormente la gestione dell'acqua nel nostro Paese. Ricordiamo alla maggioranza e a questo Governo che per rispettare
la volontà popolare espressa con i referendum è sufficiente approvare la legge d'iniziativa popolare "Principi per la tutela, il governo
e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la
ripubblicizzazione del servizio idrico" che rimane indiscussa in Parlamento dal 2007 e depositata nuovamente in questa legislatura alla Camera dall'intergruppo parlamentare per l'Acqua Bene Comune.
DDL Madia: il referendum sull'acqua utilizzato come foglia di fico da Governo e maggioranza
http://www.acquabenecomune.org/
DDL Madia: il referendum sull'acqua utilizzato come foglia di fico da Governo e maggioranza
Infatti, non si obbliga più alla privatizzazione, come fece il
Governo Berlusconi, ma, grazie alle norme contenute nella legge di
stabilità e nel decreto "Sblocca Italia", si favoriscono processi che
puntano ad raggiungere il medesimo obiettivo incentivando esplicitamente
le dismissioni delle azioni dei comuni e favorendo economicamente i
soggetti privati e i processi di aggregazione tra aziende.
Il disegno di legge delega Madia sulla pubblica amministrazione va nella stessa direzione.
A
riguardo contestiamo la lettura che il relatore Sen. Pagliari dà
dell'art. 15 approvato ieri in Commissione Affari Costituzionali, quando
sostiene che l'acqua resterà pubblica, perchè si utilizza il referendum
sull'acqua e sui servizi pubblici locali del 2011 come una foglia di
fico per procedere ancor più speditamente lungo la strada della
privatizzazione.
Infatti, quell'articolo contiene, sin dalla
sua stesura originaria, indicazioni precise volte alla limitazione della
gestione pubblica, dispositivo
tra l'altro in contrasto con la disciplina comunitaria che invece la
tutela come scelta possibile da parte degli stati membri e dei
rispettivi Enti Locali.
Inoltre, appare in assoluta
contraddizione con l'esito referendario l'emendamento approvato ieri con
cui si incentivano e premiano gli Enti locali che favoriscono la
perdita del controllo pubblico delle aziende.
Non
è certo con il ddl sulla pubblica amministrazione che si renderà
nuovamente pubblica la gestione dell'acqua in Italia, rispettando così
la volontà popolare espressa con i referendum, ma con l'approvazione
della legge d'iniziativa popolare "Principi per la tutela, il governo
e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la
ripubblicizzazione del servizio idrico" che rimane indiscussa in Parlamento dal 2007 e depositata nuovamente a marzo 2013 dall'intergruppo parlamentare.
Roma, 1 Aprile 2015.
mercoledì 1 aprile 2015
Super Mario di nuovo in azione contro i distacchi idrici
Super Mario di nuovo in
azione contro i distacchi idrici
Oggi Super Mario ha riportato l'acqua a
300 persone, alle quali Acea aveva compiuto l'ennesimo distacco
nonostante fosse in corso un confronto tra Comune di Roma e azienda
per trovare una soluzione al problema. Sì, il Comune di Roma questa
volta è entrato in gioco, ma non come responsabile della salute dei
suoi cittadini, come dovrebbe fare contro ogni distacco idrico, ma in
qualità di moroso, essendo parte dello stabile di sua proprietà. Paradossi di una gestione dell'acqua in mano ad
una società per azioni che, pure essendo al 51% pubblica, agisce
come qualsiasi privato. Chissà che anche la giunta capitolina non
inizi a capirlo, dopo per altro aver privatizzato ulteriormente
vendendo le sue quote di Acea Ato2?
Ma a farne le spese, come sempre, sono
i cittadini, morosi e non, inquilini di un super condominio con un
unico contatore. Perché in questo paese, nonostante una risoluzione
ONU e un referendum abbiano affermato il contrario, l'acqua non è
un diritto, e non esiste garanzia di nessun “minimo vitale”.
Proprio di questo oggi si discute in
commissione ambiente al Senato, dove un pericoloso emendamento
presentato dal Senatore Pd
Mirabelli rischia di
limitare drasticamente il diritto al minimo vitale inserito nel
Disegno
di Legge “Collegato Ambientale”. Su questo tema il Forum dei
Movimenti per l'Acqua ha proposto un'azione di pressione (leggi
qui).
Ma
mentre nei palazzi del potere si discute, migliaia di cittadini
rimangono ogni giorno senz'acqua, dando vita a esperienze di
autorganizzazione come quella dei Gruppi di Allaccio Popolare e degli sportelli antidistacco. Anche
di questo si parlerà il prossimo 23 aprile, in contemporanea con
l'assemblea dei soci di Acea SpA, quando a Roma si incontreranno
cittadini, lavoratori e amministratori locali di tutte gli Enti
Locali sui quali Acea allunga i suoi tentacoli, per dare vita ad una
grande assemblea di Piazza in cui si parli di diritti, e non di
profitti. Il Sindaco Marino, in quel giorno, da che parte starà?
Gruppi Allaccio Popolare
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