lunedì 1 giugno 2015

federicadaga.net è on-line

Finalmente il nuovo sito è on-line, potete trovarlo a questo link:


Troverete tutti i contenuti, le news e le informazioni sul mio lavoro come portavoce alla camera e come attivista sul territorio. 
Sul sito inoltre saranno consultabili tutti gli articoli che ho pubblicato finora su questo blog.

Vi invito a seguirmi dal sito anche tramite i social network 

martedì 26 maggio 2015

Trasferimento Blog



Da lunedì 1° giugno sarò On-line con il nuovo sito che avrà una nuova veste grafica e nuovi contenuti, oltre naturalmente a quelli con cui vi tengo aggiornati sulla mia attività di portavoce

Potete trovarlo a questo indirizzo:


a presto!

sabato 23 maggio 2015

Acqua, M5S: "Nel Lazio un'aggressione inaudita al bene pubblico"

Acqua, M5S: "Nel Lazio un'aggressione inaudita al bene pubblico"

Roma, 22 maggio 2015 - «Ci preoccupa la notizia del possibile commissariamento della Regione Lazio per mancata legiferazione in materia di organizzazione del Servizio idrico integrato. Esiste una legge approvata all'unanimità dal Consiglio regionale per la gestione pubblica del SII di cui mancano però i decreti attuativi che una volontà politica impermeabile alla volontà di sindaci, comitati e cittadini sta evitando di discutere. Da tempo il Movimento 5 Stelle è impegnato in Consiglio Regionale per sollecitare la discussione della legge 238, elaborata dai Comitati per l'Acqua Pubblica, perl'individuazione degli Ambiti Territoriali Ottimali e la 241, elaborata dal M5S per modificare la legge 5 per superare l'impugnativa della Corte Costituzionale». È il commento della Commissione Ambiente del M5S alla Camera sottolineando il lavoro svolto dal M5S Lazio.

«Il commissariamento - sostiene il M5S Lazio - rappresenta una chiara via di fuga calata dall'alto per evitare di gestire l'acqua secondo i principi dettati dagli esiti referendari aprendo di fatto la strada ad ACEA spa come gestore unico nel Lazio. È chiaro che tutto ciò fa comodo al PDlaziale che così non tradirebbe il patto con ACEA spa. Non ci piace l'atteggiamento di Refrigeri che da mesi stadichiarando di lavorare ad una proposta di legge sugli Ambiti di Bacino Idrografico senza alcun riscontro reale. Contemporaneamente diversi comuni Laziali che non hanno ancora ceduto le infrastrutture idriche al gestore del SII vengono diffidati a farlo dalla stessa Regione Lazio imponendo di fatto l'entrata in società, come la Talete spa gravemente indebitata».

Secondo il M5S, l'aggressione ai beni comuni partita dal PD con lo Sblocca Italia sta continuando la sua marcia con la complicità di Zingaretti che sta di fatto ignorando la volontà espressa dai cittadini tramite gli esiti referendari. Chiediamo l'immediatacalendarizzazione delle due proposte di Legge, la 238 e la 241, per la tutela di un bene comune come l'acqua, un diritto umano inviolabile che deve essere definitivamente estromesso dalle logiche di mercato.

http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2015/05/acqua-m5s-nel-lazio-unaggressione-inaudita-al-bene-pubblico.html

giovedì 21 maggio 2015

"In difesa dell'acqua del sindaco" - 26 comuni del Lazio ricorrono al Tar contro il "gestore unico" e lo Sblocca Italia

"In difesa dell'acqua del sindaco" - 26 comuni del Lazio ricorrono al Tar contro il "gestore unico" e lo Sblocca Italia

Mentre il Lazio rischia il commissariamento, da comitati e sindaci un'alternativa possibile.

Ieri mattina, presso la sede dell'Anci Lazio, sono stati presentati i ricorsi al Tar promossi da 26 comuni del Lazio per l’annullamento delle diffide della Regione Lazio a cedere le infrastrutture idriche al gestore unico.

Gli Avvocati Angelo Annibali, Alberto Floridi e Andrea Ruffini hanno illustrato i principi dell'azione legale che, pur partendo da un livello locale, presenta impatti potenziali a livello nazionale, chiamando in causa anche la disciplina comunitaria.

I ricorsi, in primis, contestano il contrasto tra le diffide inviate ai comuni dalla Regione Lazio e la Legge Regionale 5/2014 "Tutela, governo e gestione Pubblica delle acque", con la quale la Regione si è impegnata a ridefinire i nuovi Ambiti di bacino e i relativi Enti di Governo, azione da considerarsi preliminare rispetto all'imposizione ai Comuni a cedere le proprie infrastrutture idriche. Un passaggio quantomai urgente, dato che da fonti ministeriali giunge la notizia di un imminente commissariamento se la Regione Lazio rimarrà inadempiente sulla definizione dei nuovi Ambiti. Per evitarlo comitati e sindaci hanno presentato da mesi un testo di legge all'Assessore Refrigeri, tradotto nella proposta consiliare n°238, che rappresenta un'alternativa possibile e coerente ma che, attualmente, langue in VI Commissione.

La Regione Lazio è invece “puntuale” nell'esigere dai Comuni gli adempimenti previsti dallo Sblocca Italia, motivo per cui l'azione legale affronta anche la normativa nazionale. Nel ricorso, primo caso in Italia, si formulano infatti eccezioni di costituzionalità sull'art. 7 dello "Sblocca Italia" sotto un duplice profilo: sulla idoneità dello strumento del decreto legge, poichè secondo i ricorrenti difettano i presupposti di estrema urgenza dichiarati dal Governo; e sul rispetto del riparto delle competenze legislative tra Stato e Regione.

Sempre l'art.7, riguardo all'obbligo di affidamento del servizio idrico al gestore unico, viene inoltre rimesso al giudizio innanzi della Corte di Giustizia UE per la valutazione della compatibilità con l’art. 106 del Trattato. Le modalità di scelta del gestore cui affidare il servizio idrico, così come emergono dallo Sblocca Italia, entrano infatti nel merito delle caratteristiche del “nuovo” gestore cui i comuni devono affidare il servizio limitando, di fatto, la concorrenza e configurando un aiuto di stato a quelle poche imprese private che possiedono le caratteristiche indicate.

In secondo luogo - ma non meno importante - viene contestata l’idoneità di Acea ATO 2 S.p.A., per i comuni della Provincia di Roma e di Talete S.p.A., per quelli del Viterbese, riguardo alla conformità all’ordinamento comunitario degli attuali affidamenti sollevando, anche in questo caso, un tema scottante che riguarda anche altre multiutilities italiane. Nel caso di Talete S.p.A. viene meno anche il criterio di “efficienza ed economicità”, obbligando I comuni ad entrare in una gestione ormai fallimentare.

Tra i rappresentanti dei comuni presenti sono intervenuti quello di Montalto di Castro, di Civitavecchia e di Corchiano, ricordando come questa azione legale abbia profonde radici politiche, intrecciate con la difesa dei beni comuni e del territorio locale, in un momento in cui tali valori sono ogni giorno sotto attacco.

Valori che sono stati al centro della vittoriosa battaglia referendaria del 2011, della quale ricorrerà il quarto anniversario il prossimo 12-13 giugno.

Un anniversario che vedrà, ancora una volta, i comitati in prima fila a difesa di quel risultato.

Roma, 20/5/2015
Coordinamento Regionale Acqua Pubblica Lazio
www.acquabenecomune.org

mercoledì 20 maggio 2015

Renzi e lo Sblocca Italia commissariano Refrigeri e la Regione Lazio

Renzi e lo Sblocca Italia commissariano Refrigeri e la Regione Lazio

“Il governo Renzi pronto al commissariamento di quelle Regioni che ancora non hanno legiferato in materia di organizzazione del servizio idrico integrato. Sono 6 le Regioni interessate e oggetto di un prossimo dpcm con il quale vengono diffidate ad adempiere entro 30 o 90 giorni agli obblighi imposti dalla legge di stabilità in materia di individuazione degli enti di governo d'ambito per la gestione del servizio idrico sul territorio.
Trenta giorni verranno dati a Calabria, Lazio, Umbria e Marche, mentre 90 giorni verranno dati a Campania e Sicilia per individuare gli enti territoriali, ai quali la legge affida il compito di determinare le tariffe dell'acqua, approvare il piano d'ambito e i piani di interventi infrastrutturali sul territorio.
Se queste sei regioni non individueranno gli enti di gestione, Palazzo Chigi - d'intesa con il ministero dell'Ambiente - attiverà i poteri commissariali sostitutivi previsti dallo Sblocca Italia (dl 133/2014), avocando a sé questa attività.”

Questa la notizia che in questi giorni apprendiamo dalle agenzia stampa e dal notiziario “Quindici” di Federutility.

Comitati e Sindaci hanno presentato da tempo un testo di legge all'Assessore Refrigeri, tradotta poi nella proposta consiliare n. 238, che eviterebbe il commissariamento e che rappresenta l'alternativa concreta al sistema attuale e alla proposta di ATO unico tanto voluta dal Governo, ma che ad oggi risulta ancora ferma nei cassetti della VI Commissione presieduta dal PD Panunzi.

La Regione Lazio è stata invece rapidissima nell'esigere dai Comuni gli adempimenti previsti dallo Sblocca Italia, atto che ha spinto 26 comuni ad avviare una azione legale presso il TAR per l’annullamento delle diffide della Regione Lazio a cedere le infrastrutture idriche al gestore unico.

Mi domando se Refrigeri e Zingaretti preferiscano farsi commissariare piuttosto che discutere la legge sugli ABI proposta dai Comitati.

Mi domando che fine abbia fatto l’attuazione della Legge Regionale 5/2014 "Tutela, governo e gestione Pubblica delle acque", con la quale la Regione si è impegnata a ridefinire i nuovi Ambiti di bacino e i relativi Enti di Governo, azione da considerarsi preliminare rispetto all'imposizione ai Comuni a cedere le proprie infrastrutture idriche.

A quanto pare è iniziato il conto alla rovescia da parte del Governo…cosa fanno Refrigeri e Panunzi?

Non si possono permettere di tergiversare ulteriormente, trenta giorni passano velocemente, ahimè!

Come sempre noi sappiamo da che parte stare! A difesa dei beni comuni e dei territori, per il rispetto della volontà popolare, al fianco dei Comitati contro poteri forti, privatizzazioni e speculazioni.

Federica Daga
Deputata per il Movimento 5 Stelle – Commissione Ambiente


venerdì 15 maggio 2015

ACQUA: affidamenti alle Spa nella Legge Europea


In commissione Politiche Europee, alla Camera dei Deputati, è in discussione la Legge Europea 2014.
 
Si tratta di un provvedimento che viene redatto dal Governo, che si ripete all'occorrenza poiché consente l'adeguamento della normativa italiana alla disciplina comunitaria, utile anche a sanare eventuali procedure di infrazione.

Dati gli argomenti che tratto solitamente, quest'anno mi sto dedicando all'articolo 7, importante perché modifica la norma riguardante gli affidamenti dei Servizi Pubblici Locali alle società quotate in borsa.

Parliamo quindi di Acqua, Rifiuti e Trasporto Pubblico Locale dati in gestione a soggetti di diritto privato, Società per Azioni che risultano quotate in borsa o sue controllate.

La versione iniziale depositata dal Governo prevedeva che gli affidamenti diretti effettuati dopo la data del 1° ottobre 2003 "a società poste sotto il controllo di societa quotate cessano, improrogabilmente e senza necessità di apposita deliberazione dell'ente affidante, il 31 dicembre 2018".
 
Se la legge fosse stata approvata con questo testo, per gli affidamenti assegnati dopo il 1° ottobre 2003 si poteva riaprire da zero la partita della gestione pubblica visto che la scadenza veniva fissata al 2018.

Provocatoriamente abbiamo depositato questo emendamento (qui l'elenco completo)

7.1.
  Al comma 1, capoverso comma 22 sostituire le parole: cessano alla scadenza prevista nel contratto di servizio o negli altri atti che regolano il rapporto. con le seguenti: cessano al 31 dicembre 2015. 

col fine di sanare la situazione della illegittima salvaguardia degli affidamenti diretti a società quotate in borsa se effettuati prima del 1° ottobre 2003.

Troppo bello per essere vero! Pensate che per attuare quanto ci chiede l'Europa si stava finalmente dando anche attuazione al volere referendario!
Devono essersene accorti, e infatti lo scorso 4 maggio 2015, durante la discussione della Legge Europea in commissione, è spuntato fuori un emendamento del Governo, esattamente questo testo:

ART. 7.
  Sostituirlo con il seguente:
Art. 7.
(Disposizioni in materia di affidamento di servizi pubblici locali – Procedure di infrazione n. 2012/2050 e 2011/4003).
1. All'articolo 34 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, il comma 22 è sostituito dal seguente:
  «22. Gli affidamenti diretti assentiti alla data del 31 dicembre 2004 a società a partecipazione pubblica già quotate in borsa a tale data e a quelle da esse controllate ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile alla medesima data, cessano alla scadenza prevista nel contratto di servizio o negli altri atti che regolano il rapporto; gli affidamenti che non prevedono una data di scadenza cessano, improrogabilmente e senza necessità di apposita deliberazione dell'ente affidante, il 31 dicembre 2020. Gli affidamenti diretti a società poste, successivamente al 31 dicembre 2004 sotto il controllo di società quotate a seguito di operazioni societarie effettuate in assenza di procedure conformi ai principi e alle disposizioni dell'Unione europea applicabili allo specifico affidamento, cessano improrogabilmente e senza necessità di apposita deliberazione dell'ente affidante il 31 dicembre 2018 o alla scadenza prevista nel contratto di servizio o negli altri atti che regolano il rapporto se anteriori».
7. 4. Il Governo.

che va a sostituire in toto il primo testo depositato in Gazzetta Ufficiale, cioè quanto riporto di seguito:

Art. 7.
(Disposizioni in materia di affidamento di servizi pubblici locali. Procedure di infrazione n. 2012/2050 e 2011/4003).
      1. Il comma 22 dell'articolo 34 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, è sostituito dal seguente:
      «22. Gli affidamenti diretti, assentiti alla data del 1o ottobre 2003 a società a partecipazione pubblica già quotate in un mercato regolamentato a tale data e a società da esse controllate ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile alla medesima data, cessano alla scadenza prevista nel contratto di servizio o negli altri atti che regolano il rapporto; gli affidamenti che non prevedono una data di scadenza cessano, improrogabilmente e senza necessità di apposita deliberazione dell'ente affidante, il 31 dicembre 2020. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 3-bis, comma 2-bis, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, e successive modificazioni, gli affidamenti diretti a società poste, successivamente al 1o ottobre 2003, sotto il controllo di società quotate cessano, improrogabilmente e senza necessità di apposita deliberazione dell'ente affidante, il 31 dicembre 2018 o alla scadenza prevista nel contratto di servizio o negli altri atti che regolano il rapporto, se anteriore».

Questa modifica è probabilmente intervenuta per il volere delle solite lobby che hanno chiesto di sostituire la data del 1° ottobre 2003 con il 31 dicembre 2004 garantendo così la prosecuzione di numerosi affidamenti fino alla naturale scadenza, perché probabilmente si sono accorti che numerosi affidamenti dati a importanti società quotate in borsa o sue controllate, sono stati fatti dopo il 1° ottobre 2003.

In sostanza, ancora una volta vengono garantiti i profitti di pochi sull'Acqua di tutti!



mercoledì 13 maggio 2015

Acqua sempre più privatizzata

In questo momento si trattano due provvedimenti alla Camera che riguardano l'acqua, uno sull'affidamento del servizio idrico e dei servizi pubblici locali tramite la Legge Europea e l'altro sulla vendita delle partecipate nel cosiddetto DDL Madia.

Tecnicismi per mantenere le privatizzazioni attuali e crearne di nuove.

Il tutto, ora che sono anche sospesa dalla Camera...

giovedì 7 maggio 2015

Sospesi da Montecitorio: dai 4 ai 24 giorni

Oggi ho saputo di essere stata sospesa dall'aula e dalla commissione per 12 giorni, a partire dal 7 maggio.
È la prima volta in tutta la mia vita, neanche a scuola.
Succede a 60 di noi, in tre turni.
Succede di saperlo dall'oggi al domani.
Succede perché credi di dover difendere la Costituzione.
Succede perché le parole turbano.
Succede perché rappresenti quella parte di cittadini che, secondo la vecchia politica, non si deve occupare di politica, cioè di ciò che li riguarda.
Succede perché secondo qualcuno non devi protestare.
Succede perché secondo qualcuno non dovresti esistere.
Succede...ma io esisto e continuerò ad agire per il Bene della collettività. E mica da sola!
A domani :-)


martedì 5 maggio 2015

Ecoreati: Governo garantisce approvazione entro Maggio

Oggi in Aula stiamo trattando in terza lettura la legge sui Reati Ambientali, da due anni in discussione tra Camera e Senato.
I ministri dell'Ambiente e della Giustizia oggi hanno dichiarato che la legge sui Reati Ambientali sarà approvata in Senato entro il mese di maggio.
Ogni giorno faremo la conta dei giorni che mancano per la sua approvazione definitiva.
Sono 20 anni che si aspetta una legge sul tema.
Aspettiamo gli sviluppi, perché non vi crediamo.


#‎ecoreati‬ "entro fine maggio legge", secondo il governo. Mancano 26 giorni dalla fine del mese.
Ve li conteremo uno ad uno. ‪#‎nonvicrediamo


 

venerdì 1 maggio 2015

Manifestazione No Expo bella colorata e allegra

#ioNoExpo
Chi intendeva manifestare pacificamente, l'ha fatto.
Chi voleva fare casino, l'ha fatto perché ha avuto campo libero.
Non cadiamo nei soliti tranelli. Ad ogni manifestazione pacifica c'è stato e ci sarà casino, sia questo indotto o meno (vedi chi si fa prendere dagli eventi).
In fondo il casino fa comodo al Sistema.
Ma la manifestazione di oggi a Milano è stata bella, colorata e allegra :D
Grazie a tutte e tutti di Cuore!

mercoledì 29 aprile 2015

TORINO,  PRIMO MAGGIO 2015:  CI SIAMO MA NON  SFILIAMO. PERCHÈ?

Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua - Comitato Acqua Pubblica Torino

www.acquapubblicatorino.org

TORINO,  PRIMO MAGGIO 2015:  CI SIAMO MA NON  SFILIAMO. PERCHÈ ?

Dopo lo svolgimento della Festa dei Lavoratori dello scorso anno abbiamo condiviso all'interno del Comitato provinciale Acqua Pubblica Torino il disagio di stare in una manifestazione della quale condividiamo i valori assoluti dei diritti dei Lavoratori, ma che è diventata una rappresentazione a beneficio degli esponenti del governo politico nazionale e locale: quegli stessi poteri politici che abbattono e cancellano i diritti fondamentali a cominciare proprio da quelli del lavoro e che hanno svenduto beni comuni a favore della speculazione e dei mercati.

E che ora pretendono di poter sfilare in mezzo a chi subisce quotidianamente le conseguenze delle loro decisioni iperliberiste e anticostituzionali, esenti da critiche come quelle che il Movimento dell’Acqua da sempre esprime con mezzi democratici e non violenti e che oggi più che mai riteniamo doveroso esercitare.

Non vogliamo però che la nostra presenza nel corteo, accanto a quelle autorità, possa apparire come un sostegno al loro operato ma non vogliamo nemmeno rinunciare alla partecipazione, sentendo nostri i valori comuni a tutte le lavoratrici e i lavoratori. Per questo motivo in questo Primo Maggio non sfileremo dietro a quelle autorità. ma saremo fermi in Piazza Castello, presenti ma fuori dal corteo, visibili alle Istituzioni e all’ampio arco sociale presente, per denunciare la crisi democratica che passa anche attraverso la privatizzazione dell'acqua, dei beni comuni e dei servizi pubblici locali a sfregio della volontà espressa da 27.000.000 di cittadini con la vittoria referendaria del 2011.

E nel pomeriggio saremo a Milano all’interno del NoExpo MayDay, animando insieme ad altre realtà lo spezzone delle resistenze territoriali, convinti che è attraverso il rafforzamento delle connessioni che si gettano le basi per il futuro delle nostre comuni lotte.

Il nostro vuole essere un atto pacifico di obiezione necessario e doveroso. Non possiamo più permetterci di far finta di niente perché si scrive acqua, si legge democrazia.

Torino, 29 aprile 2015

 

sabato 25 aprile 2015

Studio SENTIERI malattie e morti siti contaminati: ripristinare finanziamenti

COMUNICATO STAMPA

 

M5S/CAMERA VIGNAROLI E DAGA

Studio SENTIERI malattie e morti siti contaminati: ripristinare finanziamenti

 

(Roma. 24.04.2015) E’ stata annunciata alla Camera l’interrogazione parlamentare a risposta scritta 4-08851 con la firma di Stefano Vignaroli, Federica Daga, Alberto Zolezzi e altri deputati del MoVimento 5 Stelle della comm. Ambiente e Affari Sociali, per chiedere al Ministro della Salute Lorenzin per quale motivo non sia stato ancora rinnovato il finanziamento del progetto SENTIERI (studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento) condotto e finanziato nell'ambito del programma strategico ambiente e salute del Ministero (ricerca finalizzata 2006 ex articolo 12 decreto legislativo n. 502 del 1992) e coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS).

“In occasione dell’audizione dell’8 aprile 2015 del direttore generale dell’Istituto Superiore di Sanità Del Favero e della dirigente Musumeci, per la Commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, ho appreso con rammarico che il finanziamento per lo studio SENTIERI (studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento) sarebbe terminato e che non è stato erogato un nuovo flusso di sovvenzioni dal Ministero della Salute. Ho richiesto a loro delucidazioni per comprendere meglio la situazione e per potermi conseguentemente attivare.  Mi è stato riferito che attualmente ciò comporta un proseguimento del progetto per mezzo di risorse interne dell’ISS. Data l’importanza di questa tipologia di analisi, che esamina i dati della mortalità, delle malattie e dei tumori in territori che presentano un quadro di contagio ambientale e rischio sanitario (come nel caso della Terra dei Fuochi), in relazione alla presenza di siti di smaltimento e combustioni illegali di rifiuti, chiediamo se il Ministro Lorenzin intenda rinnovarlo o cosa intenda fare per garantire attraverso studi epidemiologici la verifica dal punto di vista sanitario dei livelli d'inquinamento presenti nei siti da bonificare a livello nazionale” dichiara il portavoce M5S Stefano Vignaroli, vice presidente della Bicamerale per il ciclo illecito dei rifiuti.

"Lo scorso anno eravamo riusciti a far approvare alla Camera un ordine del giorno che prevedeva il rifinanziamento dello studio da parte del Ministero. Ci indigna che nemmeno questo impegno sia stato mantenuto da questo Governo. Per i grandi eventi inutili i soldi si trovano sempre, mentre per salvaguardare la salute dei cittadini no." aggiunge la portavoce M5S Federica Daga.

venerdì 24 aprile 2015

Spazzata la Commissione VIA

Apriscatole in funzione: spazzata la Commissione VIA!

La Commissione VIA, ovvero Commissione di Valutazione Impatto Ambientale. E' l'organismo che valuta l'impatto sul territorio e l'ambiente delle Grandi Opere, e autorizza gli appalti.

Indovinate un po'? Il M5S ha messo l'apriscatole in funzione, e ha scoperto che dei membri di tale Commissione (peraltro scaduti da mesi) non se ne salva uno. Trenta persone con conflitti di interesse, curricula poco chiari, interessi in aziende e in opere pubbliche che poi come membri della Commissione hanno contribuito a far decollare esprimendo pareri positivi. Tutto il nostro lungo lavoro di ricerca è stato presentato stamattina, insieme ad un esposto, e domani sarà discussa alla Camera un'interpellanza proprio su questo.

Ma un primo risultato non si è fatto attendere: il Ministro, a distanza di poche ore, ha dichiarato che tra qualche giorno sarà pubblicato il nuovo bando per la composizione della nuova Commissione Via in cui saranno inserite norme di incompatibilità molto stringenti.

Il nostro apriscatole funziona sempre: anche questa è una vittoria contro corruzione e tangenti, e quando parliamo di aprire la scatoletta di tonno ci riferiamo proprio a questo. Scoprire queste cupole di malaffare, denunciarle e contribuire così a ripristinare legalità e trasparenza. Stiamo qui apposta.

http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2015/04/apriscatole-in-funzione-spazzata-la-commissione-via.html

martedì 21 aprile 2015

ACEA - 23 Aprile - Assemblea Utenti e Lavoratori



Assemblea nazionale degli utenti e dei lavoratori di Acea - 23 aprile 2015

I soci di Acea chiusi a discutere di profitti, i cittadini in piazza per conquistare diritti

Il prossimo 23 aprile si terrà l'assemblea dei soci di Acea S.P.A. Si parlerà di dividendi, indici di mercato, ampliamento del CdA.
Tutto in vista dell'espansione di Acea nel Centro-sud Italia: una gigantesca opera di fusione, che altro non è che una "vecchia" privatizzazione con un nome nuovo.

Per contrapporre l'interesse collettivo a quello di pochi "grandi" azionisti, il 23 si svolgerà anche una grande assemblea pubblica, dove si parlerà di gestione dell'acqua: la qualità del servizio e degli investimenti, la tutela della risorsa idrica e dell'ambiente, la garanzia del diritto all'acqua violato quotidianamente dagli aumenti tariffari e dai distacchi.

Ci saranno cittadini, lavoratori e amministratori locali di tutti i territori sui quali Acea allunga i suoi tentacoli: uniti è possibile far prevalere l'interesse pubblico, come avvenuto con la vittoria referendaria del 2011. Una vittoria che i poteri forti stanno cercando di cancellare, e che dobbiamo invece difendere, a partire dall'applicazione della legge regionale 5 per la gestione pubblica dell'acqua nel Lazio.
Una delegazione di comitati e sindaci si recherà poi alla sede della Presidenza della Regione Lazio, per chiedere l'attuazione della legge regionale 5 e protestare contro le diffide a cedere i propri impianti ricevute da diversi comuni laziali.

Loro saranno poche decine di soci rinchiusi in una sede lontana dalla città, noi in piazza, in difesa di milioni di sì per l'acqua pubblica!

Ore 10.30 Piazzale Ostiense

Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

venerdì 17 aprile 2015

Earth day 2015, pianteremo alberi in 8 città

Dal 2010 a oggi in Italia si contano 130 eventi dannosi provocati dai cambiamenti climatici: 139 sono state le vittime, in 38 casi ci sono stati danni alle infrastrutture, 33 giorni di stop alle metropolitane e ai treni regionali, 43 giorni di blackout elettrico. Con danni anche al nostro patrimonio culturale. L'81,2% dei comuni e sei milioni di persone convivono con il rischio idrogeologico.
Ma siamo anche il Paese con 871 aree protette, 24 parchi nazionali, per un totale di 3 milioni di ettari tutelati. La nostra fauna conta più di 57mila specie.

Ecco cos'è la giornata della Terra per il Movimento 5 Stelle: un momento di riflessione, di studio, ma anche l'occasione per lasciare un segno tangibile nei nostri territori.

In occasione dell'#Earthday2015 del 22 aprile, abbiamo organizzato una due giorni di iniziative ma anche di festa: perché la nostra Terra va festeggiata e amata e quindi protetta.
Ci vedremo con i nostri parlamentari a Savona, Gubbio, Tolentino, Treviso, Vicopisano il 18 aprile e a Lecce e Taranto il 19. In ogni città sarà piantato un albero, scelto accuratamente dopo consultazioni con agronomi nel rispetto del territorio.
Ecco tutti gli appuntamenti:

18 aprile
Umbria (Gubbio): presenti Filippo Gallinella, Tiziana Ciprini, Stefano Lucidi, Laura Gea (Eu): ore 10-12,30 Parco della Vittoria, piantumazione olivo e pranzo a sacco.

Liguria (Savona): Matteo Mantero, Sergio Battelli, Simone Valente, ore 10-12.30 banchetto Corso Italia altezza libreria Ubik - ore 13.30-15
Piantumazione albero alla Chiesa della Madonna degli Angeli sul monte Ornato

Marche (Tolentino): Patrizia Terzoni, Andrea Cecconi, Donatella Agostinelli, Carlo Martelli, dalle 9.30 alle 12 Contrada Piane del Chienti in un campo presso il Cosmari, comune di Tolentino. Presentazione programma ambientale regionale e piantumazione acero campestre con prodotti locali a km0.

Veneto (Treviso): Silvia Benedetti, Marco Brugnerotto, Enrico Cappelletti, Nunzia Catalfo, Emanuele Cozzolino, Vito Crimi. Ore 17 piazza Paradiso, a Semonzo di bordo del Grappa, piantumazione di un tiglio.

Toscana (Firenze): Chiara Gagnarli e Alfonso Bonafede. ore 17.30 piazza della repubblica di San Giovanni alla Vena. Piantumazione di un mandorlo.

19 aprile:
Puglia (Lecce): Diego De Lorenzis, Vito Crimi, Barbara Lezzi, Carlo Martelli, Maurizio Buccarella, Daniela Donno 19 aprile
ore 18.00 presso la Villa Comunale piantumazione di un albero di Carrubo e fiori ornamentali, insieme a bambini, famiglie, scuole ed associazioni;
- ore 20.30 presso piazza S. Oronzo manifestazione "Salviamo gli ulivi di Puglia" con i portavoce Vito Crimi, Carlo Martelli, Barbara Lezzi, Daniela Donno, Diego De Lorenzis, la candidata presidente Antonella Laricchia e tutti i candidati consiglieri della provincia di Lecce che incontreranno i cittadini sotto i due gazebo situati in piazza.

Puglia (Taranto): come sopra con Rosa D'amato (Eu), Cosimo Petraroli dalle 10 alle 14 parco delle Mura greche via Lacaita, piantumazione di pini e lecci.

http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/ambiente/2015/04/earth-day-2015-pianteremo-alberi-in-8-citta.html

lunedì 13 aprile 2015

Due giorni a 5 Stelle: per le regionali arriva in Maremma Giacomo Giannarelli

Due giorni a 5 Stelle: per le regionali arriva in Maremma Giacomo Giannarelli

GROSSETO – Arriva in Maremma il tour di Giacomo Giannarelli, Candidato Portavoce Presidente del Movimento 5 Stelle per la Regione Toscana, dedicato alla presentazione del programma elettorale e dei candidati consiglieri. Ad accompagnarlo nelle tappe due parlamentari 5 Stelle: Federica Daga e Roberta Lombardi.

Il tour, tappa dopo tappa – Il 14 aprile alle 9:30 nella sala consiliare Comune Arcidosso, Giannarelli, i candidati consiglieri delle circoscrizione Grosseto - Marco Mazzei, Silvia Perfetti, Ugo Rossi e Ada Calabro – e la deputata Federica Daga incontreranno comitati di cittadini e associazioni ambientaliste contrari alla geotermia ad alta entalpia.

Seguirà alle 11 la visita della centrale Enel di Bagnore 4 guidata dal direttore della struttura.

Sul punto Giannarelli, che lavora nel quotidiano proprio come “energy manager”, precisa: “il nostro programma sull’energia è quello dell’Unione Europea e della sua direttiva 27 sul risparmio energetico, per la quale il nostro paese non a caso è attualmente in procedura di infrazione. Come dice la Commissione Europea la migliore energia è quella non prodotta e non consumata e per tutto il resto dobbiamo pensare ad una produzione interna da fonti rinnovabili, il più possibile distribuita”.

Alle 15:00 il tour raggiungerà la struttura ospedaliera “Petruccioli” di Pitigliano  per le cure alternative. Giannarelli e il resto della delegazione incontreranno alcuni comitati cittadini preoccupati per la possibile chiusura di questo centro di eccellenza a causa della riforma del sistema sanitario toscano che penalizza i presidi territoriali periferici.

Alle 19:30 la giornata si concluderà a Follonica dove alla cena di autofinanziamento della campagna elettorale – gestita dal M5S interamente con contributi dei cittadini per la nota politica del movimento sul tema – seguirà un incontro con le associazioni turistiche e il Comitato per l’Ippodromo di Follonica, coordinato dai consiglieri locali presso la sede del Meet Up cittadino.

Il tour del 15 aprile si aprirà alle 9:30 presso la Sala auser Pontone di Scarlino per l’incontro con comitati ambientalisti del circondario maremmano sul tema “Inceneritori e Rifiuti”.

Ad accompagnare Giannarelli e i candidati consiglieri ci sarà la parlamentare Roberta Lombardi, originaria di Orbetello.

Alle 14:00 i candidati e la parlamentare Roberta Lombardi saranno a disposizione della stampa per una conferenza di presentazione del programma elettorale regionale nella sala Pegaso di Palazzo Aldobrandeschi.

Al termine la delegazione incontrerà l’associazione Lav, prima di partire per un tour tra Albinia e Orbetello dedicato alle zone alluvionate a causa del dissesto idrogeologico, che culminerà alle 17:00 nell’incontro con comitati e associazioni sensibili sul tema e sulla correlazione con la Sat.

http://www.ilgiunco.net/2015/04/13/due-gironi-a-5-stelle-per-le-regionali-arriva-in-maremma-giacomo-giannarelli/

sabato 11 aprile 2015

Mafia Capitale e Acea, esposto alla Corte dei Conti

Mafia Capitale e Acea, esposto alla Corte dei Conti

Abbiamo deciso di depositare un esposto alla Corte dei Conti per segnalare quanto emerso dall'inchiesta pubblicata il 16 gennaio su l'Espresso, relativa agli appalti neri e Mafia Capitale.
Da tale inchiesta abbiamo appreso che Acea S.p.A. non sembra essere affatto estranea alla bufera giudiziaria che ha investito la Capitale. In tale inchiesta si legge che appalti milionari sono stati infatti ripetutamente affidati dalla partecipata del Comune di Roma a ditte legate a Mancini e a Monaco, nomi entrambi noti alla Procura di Roma.

Da tale inchiesta emergono una serie di appalti i cui costi sono aumentati in modo esponenziale negli anni, peraltro in alcuni casi senza giungere a conclusione dei lavori. Aumenti dei costi che si traducono in aggravi tariffari per gli utenti, i quali subiscono, senza un effettivo potere di concertazione, i pregiudizi derivanti dalla cattiva gestione di un bene comune primario. Sembrano, inoltre, emergere connessioni con società, anch'esse collegate con il Mancini, impegnate, in forma di ATI, nella realizzazione di un impianto di trattamento meccanico e biologico della frazione residuale e della frazione organica dei rifiuti urbani da realizzare in contrada Bellolampo nel Comune di Palermo, a dimostrazione della dilagante illegalità nella gestione dei rifiuti su tutto il territorio nazionale. Risulta, inoltre, una indagine della Procura di terni su presunte incongruenze nei bilanci di Acea S.p.A., in riferimento ad un impianto di incenerimento di Terni.
 
Quanto abbiamo riportato nell'esposto ci lascia quantomeno perplessi considerate le riserve già espresse dalla Corte dei Conti in una relazione del 2003 in merito all'affidamento per 30 anni del servizio idrico integrato ad Acea Ato 2, in uno dei bacini più grandi d'Europa e il maggiore a livello nazionale con 3,7 milioni di utenti tra Roma e altri 110 comuni dell'hinterland romano, della provincia di Frosinone e Viterbo.


Abbiamo quindi segnalato alla Corte (prima firma Federica Daga) che in base ai fatti e alle circostanze descritti sembrano profilarsi responsabilità amministrative di carattere erariale da ascriversi a carico di coloro che ne risulteranno gli autori, con particolare riferimento all'operato dei Sindaci p.t. del Comune di Roma, degli assessori competenti in carica dal 1999 ad oggi e dei rappresentanti della Conferenza dei Sindaci della ATO2.
Con tale esposto abbiamo quindi richiesto alla Corte dei Conti di verificare se sussistano ipotesi di illecito contabile e responsabilità per danno erariale cagionati ai danni della collettività conseguenti ai comportamenti dei soggetti coinvolti.


venerdì 10 aprile 2015

Conf Stampa: ATO rifiuti Toscana Sud

COMUNICATO STAMPA
MoVimento 5 Stelle
San Giovanni Valdarno (Ar)

Venerdì 10 aprile alle ore 12,30 presso la sede del MoVimento 5 Stelle di San Giovanni Valdarno (via Mazzini 9) si svolgerà la conferenza stampa unificata dei vari gruppi valdarnesi del Movimento 5 stelle per informare la cittadinanza sui risultati ottenuti a seguito delle mozioni presentate nei vari Consigli comunali locali, una riguardante la soppressione degli ATO, l'altra la richiesta di annullamento della procedura di gara per l’assegnazione del servizio a Sei Toscana e del contratto stipulato con ATO Toscana Sud.

Nel corso della conferenza saranno fornite ulteriori informazioni circa le recenti azioni intraprese in Parlamento e attraverso la Commissione Europea.

Interverrà durante l'incontro con la stampa la portavoce M5S in Parlamento Federica Daga, prima firmataria dell’interrogazione depositata in Commissione Ambiente presso la Camera dei Deputati (Interrogazione a risposta scritta 4-08201del 27 febbraio 2015, seduta n. 383 )

UFFICIO STAMPA
MOVIMENTO 5 STELLE
SAN GIOVANNI VALDARNO (AREZZO)

giovedì 9 aprile 2015

L'AEEGSI mette a rischio il diritto all'acqua? Provi a stare senza!

L'AEEGSI mette a rischio il diritto all'acqua? Provi a stare senza!
Distacco simbolico nella sede dell'Autorità, per lanciare la rete romana degli sportelli contro i distacchi idrici

Oggi un gruppo di attivisti della rete “Diritto alla città” ha chiuso il contatore dell'acqua della sede dell'Autorità per l'Energia il Gas e il Servizio idrico (AEEGSI), per far provare cosa significa rimanere anche solo mezza giornata senz'acqua.
Dietro una rispettabile facciata l'azione dell'AEEGSI sta infatti facendo aumentare le bollette e mettendo a rischio il diritto all'acqua in tutta Italia.
L'autorità “indipendente”, i cui stipendi sono però pagati dai gestori, ha avanzato una proposta alla Commissione Ambiente al Senato, subito recepita dal Sen. Mirabelli (PD), che cancella il diritto al flusso minimo vitale idrico per chi si trova in situazioni di morosità. Come dire che il diritto all'acqua non deve essere universale, con buona pace dell'ONU e di un referendum che hanno affermato il contrario.
In tutta Italia i gestori stanno intensificando i distacchi idrici come metodo di recupero crediti, ma in risposta stanno nascendo esperienze di resistenza dal basso, come la rete di sportelli antidistacco nata a Roma contro i distacchi indiscrimanti di Acea e contro le nuove privatizzazioni Renziane, alle quali la giunta Marino sta obbedendo ciecamente.
Il prossimo appuntamento sarà il 23 aprile, alle 11 sotto la sede di Acea in Piazzale Ostiense, dove si parlerà di diritti e di gestione “comune” dell'acqua, mentre i soci di Acea SpA saranno chiusi in assemblea a discutere di dividendi e della creazione di una “new-co dell'acqua” che garantisca ad Acea l'espansione in tutto il Centro Italia. Nomi nuovi per vecchie privatizzazioni.
La nostra risposta sarà sempre quella della difesa del diritto all'acqua, in piazza e agli sportelli antidistacco nati in città (bastadistacchi.blogspot.it).
Perché da soli è difficile difendersi, ma insieme si può vincere!

bastadistacchi.blogspot.it
nodistacchi@gmail.com







Arresti Domiciliari per il Sindaco di Marino (RM), un dipendente comunale ed altri tre imprenditori.


 
http://www.marino24ore.it/2015/04/m5s-da-mesi-denunciamo-lo-stato-di-dubbia-legalita/

Questa mattina, all'alba, il Sindaco di Marino (RM) è stato messo ai domiciliari.
Riporto il comunicato stampa del gruppo consigliare M5S di Marino.

M5S: “Da mesi denunciamo lo stato di dubbia legalità”
 
Arresti domiciliari per il Sindaco Fabio Silvagni, un dipendente comunale ed altri tre imprenditori. Così si è svegliata stamattina la Città di Marino. Le indagini della Procura di Velletri, in piedi da giugno, riguardano un caso di corruzione e peculato, relativo all’apertura di una nota catena commerciale sul territorio di Marino. Nessuno festeggia, neanche il M5S Città di Marino, cui il Sindaco prometteva ultimamente battaglia, in Consiglio e sulla stampa locale. Denunciamo da mesi lo stato di dubbia legalità sulla gestione della macchina amministrativa a Marino. Dai Rifiuti all’Edilizia, specie in merito alla nota speculazione del Divino Amore, nella nostra Città il normale e legale funzionamento della Pubblica Amministrazione è quantomeno dubbio, da anni. Non abbiamo mai fatto riferimento ai deputati organi di Giustizia penale, ma sosteniamo da mesi l’intervento delle gerarchie amministrative. Con l’arresto del Sindaco non cambia la situazione generale, considerato anche che la vexata quaestio non riguarda fenomeni di maggiore entità. È necessario il controllo su quanto sta accedendo in merito alla speculazione edilizia del Divino Amore, sulla gestione dei Rifiuti e sui conti di Multiservizi dei Castelli di Marino S.p.a. – affidataria del servizio – così come sulla questione idrica e la relativa gestione di Acea Ato2: come accade più o meno in tutti gli altri Comuni della Ato. Sull’ordinanza di custodia cautelare, pare risulti l’emergere di interessamenti politici, sulla distribuzione di posti di lavoro a schiere di elettori. Dare lavoro è qualcosa di onorevole, ma è un diritto ed un dovere di ogni cittadino: non può essere un privilegio. Questa Città non risolverà i problemi in seguito all’arresto del suo Sindaco: ci sarebbe piuttosto bisogno dell’azzeramento della sua Giunta, del controllo sulla legalità, sulla gestione dell’Autorità amministrativa e sulla tutela dell’Interesse pubblico, che è prevalente in quanto fine primario stabilito per legge, superiore agli altri interessi perché di tutti, non solo di chi amministra e di chi gli è amico. La stessa situazione si troverebbe in miriadi di altre questioni di rilievo, relativamente alla gestione amministrativa di anni e anni addietro. Non sono gli arresti a fare giustizia, ma la legge. E gli organi superiori, dal Prefetto al Ministro della P.A., fino agli organi di giustizia contabile, devono vigilare sul rispetto della legalità e far valere sempre la tutela dell’Interesse pubblico, reso effettivo dal rispetto della legge, nonché dalla concertazione democratica delle decisioni: non di certo dalla gestione accentrata ed autoritaria che lo stesso Silvagni ha praticato negli ultimi mesi. Dopo l’arresto del Sindaco, rimane pertanto la vischiosità della gestione nell’Ente locale, che da anni, come denuncia il M5S Città di Marino, presenta evidenti lacune.
Il Gruppo consiliare M5S Città di Marino