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venerdì 15 maggio 2015

ACQUA: affidamenti alle Spa nella Legge Europea


In commissione Politiche Europee, alla Camera dei Deputati, è in discussione la Legge Europea 2014.
 
Si tratta di un provvedimento che viene redatto dal Governo, che si ripete all'occorrenza poiché consente l'adeguamento della normativa italiana alla disciplina comunitaria, utile anche a sanare eventuali procedure di infrazione.

Dati gli argomenti che tratto solitamente, quest'anno mi sto dedicando all'articolo 7, importante perché modifica la norma riguardante gli affidamenti dei Servizi Pubblici Locali alle società quotate in borsa.

Parliamo quindi di Acqua, Rifiuti e Trasporto Pubblico Locale dati in gestione a soggetti di diritto privato, Società per Azioni che risultano quotate in borsa o sue controllate.

La versione iniziale depositata dal Governo prevedeva che gli affidamenti diretti effettuati dopo la data del 1° ottobre 2003 "a società poste sotto il controllo di societa quotate cessano, improrogabilmente e senza necessità di apposita deliberazione dell'ente affidante, il 31 dicembre 2018".
 
Se la legge fosse stata approvata con questo testo, per gli affidamenti assegnati dopo il 1° ottobre 2003 si poteva riaprire da zero la partita della gestione pubblica visto che la scadenza veniva fissata al 2018.

Provocatoriamente abbiamo depositato questo emendamento (qui l'elenco completo)

7.1.
  Al comma 1, capoverso comma 22 sostituire le parole: cessano alla scadenza prevista nel contratto di servizio o negli altri atti che regolano il rapporto. con le seguenti: cessano al 31 dicembre 2015. 

col fine di sanare la situazione della illegittima salvaguardia degli affidamenti diretti a società quotate in borsa se effettuati prima del 1° ottobre 2003.

Troppo bello per essere vero! Pensate che per attuare quanto ci chiede l'Europa si stava finalmente dando anche attuazione al volere referendario!
Devono essersene accorti, e infatti lo scorso 4 maggio 2015, durante la discussione della Legge Europea in commissione, è spuntato fuori un emendamento del Governo, esattamente questo testo:

ART. 7.
  Sostituirlo con il seguente:
Art. 7.
(Disposizioni in materia di affidamento di servizi pubblici locali – Procedure di infrazione n. 2012/2050 e 2011/4003).
1. All'articolo 34 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, il comma 22 è sostituito dal seguente:
  «22. Gli affidamenti diretti assentiti alla data del 31 dicembre 2004 a società a partecipazione pubblica già quotate in borsa a tale data e a quelle da esse controllate ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile alla medesima data, cessano alla scadenza prevista nel contratto di servizio o negli altri atti che regolano il rapporto; gli affidamenti che non prevedono una data di scadenza cessano, improrogabilmente e senza necessità di apposita deliberazione dell'ente affidante, il 31 dicembre 2020. Gli affidamenti diretti a società poste, successivamente al 31 dicembre 2004 sotto il controllo di società quotate a seguito di operazioni societarie effettuate in assenza di procedure conformi ai principi e alle disposizioni dell'Unione europea applicabili allo specifico affidamento, cessano improrogabilmente e senza necessità di apposita deliberazione dell'ente affidante il 31 dicembre 2018 o alla scadenza prevista nel contratto di servizio o negli altri atti che regolano il rapporto se anteriori».
7. 4. Il Governo.

che va a sostituire in toto il primo testo depositato in Gazzetta Ufficiale, cioè quanto riporto di seguito:

Art. 7.
(Disposizioni in materia di affidamento di servizi pubblici locali. Procedure di infrazione n. 2012/2050 e 2011/4003).
      1. Il comma 22 dell'articolo 34 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, è sostituito dal seguente:
      «22. Gli affidamenti diretti, assentiti alla data del 1o ottobre 2003 a società a partecipazione pubblica già quotate in un mercato regolamentato a tale data e a società da esse controllate ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile alla medesima data, cessano alla scadenza prevista nel contratto di servizio o negli altri atti che regolano il rapporto; gli affidamenti che non prevedono una data di scadenza cessano, improrogabilmente e senza necessità di apposita deliberazione dell'ente affidante, il 31 dicembre 2020. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 3-bis, comma 2-bis, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, e successive modificazioni, gli affidamenti diretti a società poste, successivamente al 1o ottobre 2003, sotto il controllo di società quotate cessano, improrogabilmente e senza necessità di apposita deliberazione dell'ente affidante, il 31 dicembre 2018 o alla scadenza prevista nel contratto di servizio o negli altri atti che regolano il rapporto, se anteriore».

Questa modifica è probabilmente intervenuta per il volere delle solite lobby che hanno chiesto di sostituire la data del 1° ottobre 2003 con il 31 dicembre 2004 garantendo così la prosecuzione di numerosi affidamenti fino alla naturale scadenza, perché probabilmente si sono accorti che numerosi affidamenti dati a importanti società quotate in borsa o sue controllate, sono stati fatti dopo il 1° ottobre 2003.

In sostanza, ancora una volta vengono garantiti i profitti di pochi sull'Acqua di tutti!



martedì 31 marzo 2015

Acea stacca l'acqua a 90 famiglie!

Le foto riportate, si riferiscono al super condominio situato in zona Termini a Roma.
E' ormai la terza volta che Acea passa a staccare l'acqua, questa volta lo fa portando via il contatore e limando una valvola per evitare che il condominio possa attaccarsi alla rete idrica in altro modo.

Si tratta di una pratica odiosa e punitiva che va avanti ormai da mesi e che Acea applica senza guardare in faccia nessuno, senza nemmeno rispettare la risoluzione dell'ONU dell'Assemblea generale del 28 luglio 2010 (GA/10967). L'ONU ha dichiarato il diritto all'acqua un diritto umano universale e fondamentale.
La risoluzione sottolinea ripetutamente che l'acqua potabile e per uso igienico, oltre ad essere un diritto di ogni uomo, concerne la dignità della persona, è essenziale al pieno godimento della vita, ed è fondamentale per tutti gli altri diritti umani. La medesima risoluzione raccomanda gli Stati ad attuare iniziative per garantire a tutti un'acqua potabile di qualità, accessibile, a prezzi economici e assicurare che venga garantito il quantitativo minimo vitale di 50 litri al giorno per persona (basta ridurre il flusso alla mandata con un riduttore di flusso).

Da questa mattina alle 10:00, 90 famiglie sono di nuovo senz'acqua. 
Si tratta di un Super Condominio dove il Comune possiede una serie di appartamenti per i quali non ha pagato la quota spettante della bolletta dell'Acqua. 

Ci vedo interruzione di pubblico servizio, rischio sanitario, inagibilità dei locali ora abitati.
Senza contare che il Comune di Roma aveva approvato ben due mozioni contro i distacchi idrici nel settembre 2013.



Abbiamo anche depositato un'interrogazione sul tema dei distacchi e di ciò che causa tale pratica:
http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/08519&ramo=CAMERA&leg=17


Riporto un articolo uscito su Fanpage di Roma:

Il Comune è moroso? Acea stacca l’acqua a 90 appartamenti

Rabbia e sconcerto a via Giolitti, dove Acea ha staccato l'acqua a tre palazzine a causa della morosità del Comune di Roma. Un'inquilina racconta: "Ci avevano assicurato che Acea e istituzioni stavano trovando una soluzione, ma al momento circa 300 persone sono senza acqua, tra cui anziani e bambini". 
"Hanno staccato l'acqua a 90 appartamenti, qui ci vivono circa 300 persone tra cui anziani allettati e famiglie con bambini piccoli. Sono anni che questa storia va avanti Acea e il Comune di Roma non si mettono d'accordo e a pagarne le conseguenze siamo noi inquilini". Siamo a via Giolitti, strada che corre parallela alla Stazione Termini in pieno centro. A parlare è Anna Mazzone, che vive qui dal 2010, in un super condominio comprendenti i numeri civici 101, 119 e 137. Sono palazzi originariamente di proprietà del comune di Roma, in cui molti condomini hanno riscattato la loro casa e dove il comune ha deciso, di vendere gli appartamenti ancora di sua proprietà con l'ultima (contestatissima) delibera sull'alienazione del patrimonio pubblico. Ed è proprio il comune di Roma a risultare moroso nei confronti di Acea per una cifra di circa 37mila euro, secondo quanto raccontato dagli inquilini.
"Già avevano provato a staccare il contatore due volte nelle ultime settimane ma eravamo riusciti ad evitarlo - racconta ancora Anna - ma oggi alle 11.00 sono tornati i tecnici e hanno tolto l'acqua a tutti, visto che abbiamo un contatore unico al civico 119. Eppure avevamo ricevuto rassicurazioni da Acea e dalle istituzioni su una risoluzione della vicenda. Eravamo anche disponibili a procedere con i distacchi singoli, pagando più di 1000 euro per uno". Ma non c'è stato nulla da fare a quanto pare, Acea, azienda a capitale a maggioranza pubblico, ha deciso di procedere con il distacco per morosità come sempre più spesso sta accadendo in questi mesi. Nel 2013 Acea e Comune di Roma strinsero un accordo (a quanto pare mai rispettato), tramite cui il comune si impegnava a sanare la sua situazione in tre tranche. "Il paradosso è che non solo le nostre case saranno vendute a prezzo di mercato e non potremo comprarle - spiega un inquilino di una casa di proprietà comunale - Ma ora siamo ancora senza acqua per colpa del comune di Roma".

sabato 17 gennaio 2015

Così #MafiaCapitale si beve Roma. A spese nostre

Così #MafiaCapitale si beve Roma. A spese nostre

Una miniera d'oro. Una specie di pozzo da cui attingere a ciclo continuo. E i maggiori costi, anche quelli dovuti alle tangenti, sulle spalle dei contribuenti. Quanto noi del M5S avevamo capito di Acea è scritto, nero su bianco, nell'inchiesta de l'Espresso di oggi, un'indagine giornalistica di tutto punto che parte dai disservizi e dalle tangenti e arriva fino a Mafia Capitale.
Un'escalation di truffe ai danni dei cittadini e ai danni del nostro bene comune primario: l'acqua.
Secondo quanto si è appreso appalti milionari sono stati ripetutamente affidati da Acea, partecipata del Comune di Roma, a ditte legate a Mancini e a Monaco, nomi entrambi noti alla Procura di Roma.

Noi abbiamo incontrato la presidenza di Acea Ato2 il 13 gennaio, e in quell'occasione abbiamo voluto vederci chiaro e abbiamo chiesto documenti che ci sono stati negati.

Abbiamo intenzione di andare fino in fondo: presenteremo interrogazioni ai ministri competenti e chiederemo un'audizione del presidente dell'Anac Raffaele Cantone in Commissione Ambiente. Lavoreremo alla ricerca della verità e cercheremo di capire qual è il danno, anche economico, che i cittadini romani hanno e stanno pagando a causa della piovra del malaffare che dagli appalti ai soliti amici arriva fin nelle bollette. E che ha divorato il diritto all'acqua.

Da una parte la Mafia s'infiltra nell'acqua romana, dall'altra si usa il pugno duro su chi, perdendo lavoro e anche la casa, non riesce più a pagare le bollette. Su queste persone, vittime della crisi, si inasprisce la politica: neanche il consumo minimo, quello per assicurare la sopravvivenza, si vuole dare loro. E stiamo lottando con le unghie e con i denti per aiutarli.
La rinnovata Giunta capitolina dove guarda mentre Acea ogni giorno stacca l'acqua per morosità a migliaia di famiglie, inquina il nostro territorio e dove starà guardando ora che Acea starebbe arricchendo ditte in odor di mafia?

Dall'altro, gli amici dei potenti hanno le autostrade spianate, vincono gli appalti, si arricchiscono, se cadono in disgrazia poi risorgono, per continuare a mangiare. Pardon, a bere, le nostre vite quotidiane.

Federica Daga
Portavoce M5S alla Camera dei Deputati
Commissione Ambiente
Consiglieri M5S Roma

http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/ambiente/2015/01/cosi-mafiacapitale-si-beve-roma-a-spese-nostre.html

venerdì 16 gennaio 2015

Acea: con una mano stacca l'acqua ai romani, con l'altra fa affari con Mafia e 'Ndrangheta?

Acea: con una mano stacca l'acqua ai romani, con l'altra fa affari con Mafia e 'Ndrangheta?

Dall'inchiesta de l'Espresso di oggi scopriamo che Acea SpA non sembra essere affatto estranea alla bufera giudiziaria che ha investito la Capitale. Appalti milionari sono stati infatti ripetutamente affidati dalla partecipata del Comune di Roma a ditte legate a Mancini e a Monaco, nomi entrambi noti alla Procura di Roma.
Il fatto è reso ancor più grave dalla natura dei servizi che Acea fornisce: servizi essenziali, come l'acqua e, in alcuni territori, la gestione dei rifiuti.
Proprio sull'acqua, vera “miniera d'oro” per Acea e, a quanto si apprende, per le sue ditte appaltanti, emergono una serie di appalti i cui costi sono aumentati in modo esponenziale negli anni, peraltro in alcuni casi senza giungere a conclusione dei lavori. Aumenti dei costi che, ovviamente, vengono scaricati sugli utenti. Anche ACEA ATO2 si è infatti accorta di aver speso più di quanto previsto, e quindi incassato attraverso le nostre bollette. La soluzione? Far pagare questa differenza agli utenti, partendo addirittura dalle somme relative al 2006! Un giochetto che farà entrare nelle casse di Acea circa più di 50 milioni di euro nel solo 2015. Soldi spesi come?
Un evidente danno non solo per le tasche dei cittadini, ma anche per l'ambiente, quando a mancare sono depuratori funzionanti e reti fognarie. Una denuncia che i Comitati per l'acqua fanno da tempo, invocando trasparenza e una presa di posizione netta da parte del Comune di Roma, socio di maggioranza di Acea SpA.
Ma la rinnovata Giunta capitolina dove guarda mentre Acea ogni giorno stacca l'acqua per morosità a migliaia di famiglie, inquina il nostro territorio e dove guarderà ora se Acea arricchisce ditte in odor di mafia? Tanta invece è la fiducia che la Giunta ripone nel CdA di Acea SpA, che intende vendergli anche le sue preziose quote di AceaAto2 SpA, la controllata che gestisce l'acqua a Roma e Provincia.
Proprio mentre emergono chiaramente le conseguenze di una gestione dedita ai profitti privati anzichè alla garanzia del diritto all'acqua, la giunta procede invece verso un'ulteriore privatizzazione, in barba alla volontà popolare espressa dai referendum del 2011, e alla proposta di ripubblicizzazione di Acea Ato2, oggetto di una delibera di iniziativa popolare il cui iter è già avviato.
Nessuno stupore e nessuna ipocrisia legalitaria è accettabile allora nei confronti di quei cittadini che, privati dell'acqua per la sete di profitti di Acea, si rivolgono a Super Mario, l'idraulico eroe che si batte contro i distacchi idrici nella capitale.
Il Sindaco Marino pensa di poter continuare a far finta di non vedere tutto questo?
Le cittadine e i cittadini di Roma, insieme a Super Mario, continueranno ad attivarsi affinché il diritto all'acqua sia garantito a tutte e tutti, neanche una goccia sarà regalata a chi si ostina a negarlo.
I romani hanno già scelto per l'acqua pubblica. Indietro non si torna Sindaco Marino.

Roma, 16 Gennaio 2015

Coordinamento Romano Acqua Pubblica

Acea-Equitalia: vincono i consumatori!!!

Ottima notizia! Equitalia rinuncia alla riscossione delle morosità dell'Acqua di Acea Ato2 Spa!
I comitati e associazioni deiconsumatori chiedono le dimissioni dei dirigenti Irace e Bossola, entrambi provenienti da Publiacqua Spa, il gestore idrico di Firenze!!!

Acea-Equitalia: vincono i consumatori!

PRIMAPRESS) ROMA - Equitalia ci ripensa e rinuncia alla riscossione delle bollette insolute dell’acqua di Acea Ato 2 (Lazio Centrale/Roma). Il passo indietro è avvenuto nel giorno in cui il TAR del Lazio, a cui si era rivolta l’Associazione CODICI, ha inviato la comunicazione dell'udienza pubblica di discussione del ricorso, fissata al prossimo 11 marzo. Non è un caso nemmeno che la decisione presa dall’ente di riscossione arrivi appena due giorni dopo che il Presidente di Konsumer Italia, Fabrizio Premuti, abbia attaccato duramente il Presidente di Acea Ato 2, Paolo Saccani, incalzandolo proprio sull'affaire Equitalia: «Va trovata una soluzione per il passato – aveva detto Premuti in diretta a “Mi manda Rai Tre”, durante la trasmissione del 13 gennaio –. Torniamo alla diminuzione del flusso e non al distacco, l’acqua è un bene primario: non può essere considerato qualsiasi caso come morosità e poi fare accordi con Equitalia. È una cosa assurda e priva di logica giuridica». L’accordo che ha portato lo scorso dicembre Acea Ato 2 ad aggiudicare la riscossione delle fatture insolute del servizio idrico ad Equitalia era già stato bocciato dalla Corte di Cassazione nel 2011 per l’analoga convenzione stipulata tra il gestore Acqualatina e la Gerit Equitalia. Konsumer Italia ha sempre contestato al gestore di essere un privato e, in quanto tale, di non potersi avvalere della procedura esattoriale come fanno i comuni per i tributi locali e per le multe: «Deve ottenere dal giudice un decreto ingiuntivo per ogni morosità, avvalendosi degli strumenti ordinari di legge» − conclude Premuti. Dello stesso avviso l’Avvocato Laurenzano di Codici: «Nei ricorsi al Tar avanzati dall’Associazione – anche nei confronti di Viveracqua Scarl per la Regione Veneto, di Acque spa per il Basso Valdarno in Toscana, di Acea Ato 5 spa per il Lazio Meridionale − si fa preciso riferimento alla sentenza della Corte Costituzionale n. 335 del 2008. L’emissione dell’ingiunzione fiscale è riservata ai soli enti pubblici, non si può estendere il servizio a società private. Inoltre, la natura stessa della tariffa del SII comporta che la sua riscossione debba avvenire esclusivamente con i mezzi ordinari civilistici». Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale Codici e Luigi Gabriele, Responsabile Affari Istituzionali, rincarano la dose: «Equitalia ha gettato la spugna, ma a questo punto vogliamo che vengano rimossi i responsabili di Acea, nelle persone del Presidente Catia Tomasetti e dell’Amministratore delegato Alberto Irace, fautori di questa stravagante avventura. Nonché del Direttore generale, l’ingegner Andrea Bossola, che nonostante i cambi di giunta resta saldo al vertice della società. Senza dimenticare poi le responsabilità politiche che ricadono tutte in capo al Sindaco di Roma, Ignazio Marino, che non ha mai mosso un dito per bloccare il bando di aggiudicazione del servizio a un ente di riscossione terzo come Equitalia». (PRIMAPRESS)

http://www.primapress.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=18957:accordo-acea-equitalia-vincono-i-consumatori-l-esattore-di-stato-rinuncia-alla-riscossione-delle-bollette-dopo-le-proteste-di-konsumer-e-i-ricorsi-di-codici-ora-dimissioni

giovedì 15 gennaio 2015

Mafia Capitale: "Su Acea avevamo visto giusto. I conti non tornano"

Anteprima articolo in uscita domani su l'Espresso

http://espresso.repubblica.it/inchieste/2015/01/15/news/mafia-capitale-gli-appalti-neri-di-acea-1.195242

Mafia Capitale: "Su Acea avevamo visto giusto. I conti non tornano"

Il 13 gennaio il M5S ha incontrato a Roma la presidenza e il Cda di Acea Ato2Spa. Un incontro già chiesto a fine dicembre perchè sono emersi tanti aspetti da chiarire nella gestione della società che gestisce uno dei servizi più importanti: l'acqua.

«Abbiamo chiesto dei documenti che non ci sono stati forniti - dichiara Federica Daga, deputata del Movimento 5 Stelle in Commissione Ambiente - e ci siamo attivati per monitorare le infrastrutture urgenti per il territorio e manchevoli, come le depurazioni inesistenti e le fognature insufficienti. Abbiamo avviato un coordinamento tra consiglieri comunali, regionali e parlamentari per fare pressing su Acea Ato2 e ci opporremo in tutte le sedi istituzionali contro la scelta scellerata della società di affidare a Equitalia la riscossione delle morosità".
Da questo punto di vista l'inchiesta dell'Espresso, anticipata oggi e in uscita domani, non ci sorprende.
«L'aumento delle tariffe è stato una diretta conseguenza di questi appalti gonfiati e pilotati. Ma siamo solo alla punta dell'iceberg: ed è assurdo che a pagare, in senso anche letterale, siano i cittadini che subiscono i distacchi per morosità. Faremo chiarezza in tutte le sedi».

http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2015/01/mafia-capitale-su-acea-avevamo-visto-giusto-i-conti-non-tornano.html

mercoledì 5 novembre 2014

PER GARANTIRE IL DIRITTO ALL'ACQUA...CHIAMA SUPER MARIO!

Leggo e condivido con estremo piacere.
Il diritto all'acqua deve essere garantito a tutti :)
Se non è garantito dalle istituzioni, ci si attiva per riprenderselo!

#AcquaBeneComune #Acea

PER GARANTIRE IL DIRITTO  ALL'ACQUA...CHIAMA SUPER MARIO!

Da oggi i Gruppi di Allaccio Popolare sono pronti ad aiutare le famiglie colpite da un distacco idrico di Acea Ato2.

A Roma infatti non è garantito il diritto all'acqua: per Acea Ato2 SpA non è violazione di un diritto umano lasciare intere famiglie a secco.

L'importante, per l'azienda di Piazzale Ostiense, è assicurare lauti dividendi ai suoi azionisti entro fine anno, riducendo al minimo gli investimenti necessari alla rete idrica. Se per farlo bisogna andare a “caccia di morosi”, ben venga effettuare centinaia di distacchi a settimana, in modo che “l'utente”, possa scegliere se saldare o morire di sete.

Il problema è che sempre più cittadini questa scelta non possono farla, disoccupati, precari... Cosa fai se ti ritrovi senz'acqua con quattro figli e non puoi saldare perché la ditta per cui lavori non ti paga da mesi? Questo il caso di una madre residente ad Acilia, costretta a ricoverare uno dei sui figli in ospedale perchè un grave problema renale non gli consente di vivere in una casa senz'acqua.

Forse questo è stato troppo anche per Acea che, dopo aver sbattuto la porta in faccia alla signora solo due giorni fa, oggi ha comunicato che, vista la gravità della situazione, avrebbe consentito la ripresa del flusso. Questa la prova di quanto sia indiscriminato, e in molti casi illegittimo, il ricorso ai distacchi da parte dell'azienda. Per una marcia indietro dell'azienda, quante altre famiglie, proprio oggi a Roma, si ritrovano senz'acqua?

Ma soprattutto, cosa fa l'amministrazione capitolina di fronte a tutto questo? Nulla, nonostante il consiglio comunale abbia votato più di un anno fa due mozioni per impegnare il Sindaco e la Giunta affinché Acea Ato2 cessi la pratica dei distacchi per morosità, considerata “lesiva di un diritto umano”.
La Giunta Capitolina sembra invece più impegnata a pianificare la vendita del poco che rimane “comune” in questa città: i servizi, il patrimonio, tutto da consegnare ai poteri finanziari.

Affinché non si ripetano più casi come questo è necessario liberare l'acqua dagli interessi privati di noti palazzinari romani, come hanno detto chiaramente oltre un milione di romani che, nel 2011, hanno votato contro la privatizzazione dell'acqua e dei beni comuni. E' già pronta una delibera per la Ripubblicizzazione di Acea Ato2, serve solo iniziarne la discussione.

Cos'altro serve al Sindaco Marino e a tutta l'Amministrazione Capitolina per comprendere che la scelta di campo che li attende è sempre più netta e necessaria?

Ma intanto, se il Comune non vuole agire, è giusto che lo facciano i cittadini organizzandosi per resistere alla violazione di un diritto umano.

Per questo da oggi Super Mario è tornato, per garantire il diritto all'acqua a tutte e tutti, a fianco dei Gruppi di Allaccio Popolare.

Roma, 5 Novembre 2014.

Gruppi di Allaccio Popolare

mercoledì 5 marzo 2014

CRAP: Sventato il colpo di mano di ACEA sugli aumenti in bolletta.

Sventato il colpo di mano di ACEA sugli aumenti in bolletta.
Approvata la tariffa 2012-2013 per l'ATO 2



Oggi la Conferenza dei Sindaci dell'ATO 2 del Lazio ha approvato a maggioranza la tariffa 2012-2013 proposta dalla Segreteria Tecnico Operativa. Si pone così un deciso stop al tentativo di ACEA di imporre aumenti salati alle bollette dei cittadini della Provincia di Roma.

I Sindaci hanno duramente denunciato l'ennesima assenza dei rappresentanti di ACEA ATO 2 in quello che è l'ambito decisionale sovrano per la gestione del servizio idrico, evidenziando come l'azienda dimostri, ancora una volta, di volersi sottrarre al confronto su temi scottanti quali gli investimenti e la realizzazione delle opere programmate. A riguardo è stato richiesto l'avvio dei lavori del tavolo congiunto tra Enti Locali, gestore e ATO per verificare l'attuazione del piano degli investimenti. A tale tavolo è stato richiesto che vengano coinvolti anche i comitati per l'acqua attivi sul territorio.

E' stato ribadito come il metodo tariffario proposto dall'AEEG sia sub iudice da parte del TAR Lombardia poiché viola palesemente gli esiti referendari reintroducendo di fatto i profitti garantiti per il gestore abrogati dalla volontà popolare e che quindi sarebbe opportuno attendere la sentenza onde evitare di approvare atti illegittimi.
Su tutto ciò ha pesato come un macigno il ricatto messo in campo da ACEA ATO 2 che, pur non presentandosi alla Conferenza, ha avanzato all'Authority una proposta di tariffa che prevedeva aumenti insostenibili soprattutto in un momento di forte crisi economica.

I Sindaci, alla fine di un dibattito articolato, hanno approvato la tariffa 2012-2013 ma, con l'emendamento proposto dal Comune di Roma che ha trovato il consenso di numerosi comuni tra cui Fiano, Lariano, Cerveteri, approvando il Piano Economico Tariffario ai soli fini della tariffa degli ultimi due anni, e inviando ad ACEA ATO 2 un messaggio chiaro sul fatto che non si accettano ricatti e devono essere verificati gli investimenti effettivamente realizzati.

Come Coordinamento Romano Acqua Pubblica sottolineiamo che quanto avvenuto oggi è significativo, ossia gli Enti Locali hanno inteso ribadire il loro legittimo ruolo decisionale nella gestione del bene acqua. Ora deve necessariamente prendere avvio una nuova fase in cui si faccia definitivamente luce sulle inadempienze e inefficienze di ACEA ATO2, a partire dai mancati investimenti. Infatti, è evidente che la tariffa prevede comunque degli aumenti che, seppur minimi, sarebbe stato opportuno non addebitare ancora una volta sulle spalle dei cittadini.

Roma, 05 Marzo 2013.

Coordinamento Romano Acqua Pubblica

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Per approfondimenti:
http://craproma.blogspot.it/