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venerdì 13 febbraio 2015

#‎AFFITTOPOLI‬: DAL M5S ESPOSTO A CORTE CONTI CONTRO MARINO

#‎AFFITTOPOLI‬: DAL M5S ESPOSTO A CORTE CONTI CONTRO MARINO

http://www.beppegrillo.it/2015/02/affittopoli_dal_m5s_esposto_a_corte_conti_contro_marinol.html

"Abbiamo presentato stamane un esposto alla Corte dei Conti contro il sindaco di Roma Ignazio Marino, chiedendo alla magistratura contabile di far luce sullo scandalo "Affittopoli" che in questi giorni ha investito la giunta comunale. La storia si ripete, già nel 1995 a Roma scoppiò il caso di affitti di favore concessi dal Comune di Roma ai soliti amici degli amici. Dopo vent’anni, però, oltre all'indignazione popolare e a indagini penali senza esito, poco o nulla è cambiato. Chiediamo dunque alla Corte dei Conti di far luce quanto prima su una vicenda che rischia di macchiare nuovamente l’immagine della nostra amata città, già offesa dalla vergogna di "‪#‎MafiaCapitale‬". Tra l'altro, siamo alla seconda parte della saga, visto che uno di questi immobili pare sia stato assegnato proprio alla cooperativa 29 Giugno di Salvatore Buzzi. Chiediamo al sindaco Marino di svelare la lista degli inquilini di queste abitazioni cedute a prezzi agevolati. Vogliamo l’elenco dei fortunati. Perché tra anziani e indigenti, chissà, potrebbe nascondersi qualche nome più illustre. Quello in atto è un autentico abuso da parte dell’amministrazione capitolina e un insulto verso le migliaia di famiglie che da anni, invano, attendono l’assegnazione di una casa da parte del Comune di Roma." 

I portavoce ‪#‎M5S‬ in Parlamento e in Consiglio comunale di Roma

venerdì 7 marzo 2014

Decreto Salva Roma: arriva la troika anche nella capitale

Immagine in linea 1

Comunicato stampa

Decreto Salva Roma: arriva la troika anche nella capitale


Solo ieri è stato pubblicato il testo del cosiddetto decreto "Salva Roma". Ci sono voluti diversi giorni prima che venisse alla luce visto che era stato licenziato nel Consiglio dei Ministri del 28 febbraio scorso. Un lungo travaglio che, però, non è servito per migliorarne il contenuto.

Anzi, rispetto alle indiscrezioni dei giorni scorsi si tratta di un provvedimento che segnala un deciso cambio di fase nelle politiche governative.
Oltre alle pericolose indicazioni volte a favorire le privatizzazioni, i licenziamenti e la dismissione del patrimonio, si definisce un meccanismo del tutto nuovo nel rapporto tra Governo e Enti Locali, che rischia di creare un allarmante precedente a livello nazionale.


Il comma 4 dell'art. 16, infatti, prevede un vero e proprio commissariamento dell'Amministrazione Capitolina le cui scelte dovranno essere sottoposte ad una versione tutta italiana della "troika": Presidenza del Consiglio, Ministero dell'Interno, Ministero dell'Economia. Il piano triennale di rientro dal debito del Comune di Roma sarà, di fatto, approvato da queste tre istituzioni e Roma sarà solo "sentita" senza avere sostanzialmente voce in capitolo.
Si tratta di gravissima lesione e compressione dell'autonomia degli Enti Locali, si tratta di un attacco frontale ai diritti delle cittadine e dei cittadini, si tratta di un attacco frontale ai beni comuni. Inoltre questo decreto rende sistemico l'attacco agli enti locali e si pone come ultimo obiettivo la scomparsa della funzione pubblica e sociale dell’ente locale, come sin qui lo abbiamo conosciuto, trasformandone il ruolo da erogatore di servizi per la collettività a facilitatore dell’espansione della sfera di influenza dei capitali finanziari e da garante dell’interesse collettivo a sentinella del controllo sociale delle comunità.

Come Coordinamento Romano Acqua Pubblica e insieme a tutto il moviemnto per l'acqua non intendiamo lasciare in mano alle solite lobbies economico-finanziarie ciò che appartiene a tutt* e ci mobiliteremo per scongiurare tutto ciò rilanciando un nuovo modello di città che guardi alla riappropriazione dei beni comuni, alla realizzazione del welfare locale, contro le privatizzazioni e per una gestione partecipativa dei servizi pubblici locali.

Per tutte queste ragioni invitiamo le cittadine e i cittadini che si battono per la tutela dei beni comuni e per un nuovo modello di città contro le politiche di austerity, a partecipare alla mobiltazione al Campidoglio che, insieme a tante altre realtà sociali, si sta organizzando in occasione del consiglio comunale straordinario sul decreto "Salva Roma" previsto per il 13 marzo, per esigere un confronto aperto sulle decisioni che interessano il destino di Roma.


Roma, 07 Marzo 2014. 
 
Coordinamento Romano Acqua Pubblica
Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

venerdì 28 febbraio 2014

Il PD fa le scarpe al sindaco sulla pelle dei cittadini romani


Il Decreto Salvaroma rappresentava l'ennesimo salvataggio della Capitale dalla Malapolitica.
Dopo i 12 miliardi di euro di buco lasciati da Veltroni nel 2008 "coperti" con l'istituzione della gestione commissariale, si voleva trovare rimedio al buco lasciato dal precedente sindaco Alemanno che alla fine del 2013 era di oltre 800 milioni di euro.
Se davvero questo decreto era così importante, ci chiediamo come mai la maggioranza, onerata di farlo convertire in legge entro i 60 giorni dalla sua emanazione, lo abbia lasciato in Senato per oltre 50 giorni, portandolo all'esame della Camera solo 3 giorni prima della scadenza, rendendo così impossibile un tempestivo dibattito.
Inoltre si trattava dell'ennesimo decreto contenente norme eterogenee di ogni sorta, ivi incluso l'ex-emendamento Lanzillotta, poi divenuto emendamento Santini, contenente norme di privatizazione e liberalizzazione dei servizi pubblici, in palese spregio dell'esito referendario 2011. Gli emendamenti presentati dai nostri parlamentari si ponevano giustappunto in contrasto con questa norma scellerata, salvaguardando i beni pubblici e l'interesse dei cittadini.
Ci chiediamo quindi perché, vista la fondamentale importanza del provvedimento, la maggioranza non abbia utilizzato i "soliti" sistemi della Fiducia e della Ghigliottina per abbreviare il dibattito e farlo approvare: a pensar male (che si fa peccato ma spesso ci si azzecca) ci viene il dubbio che sia lo stesso PD a non avere alcuna intenzione di sostenere il Sindaco Marino. E di questo abbiamo avuto evidenza in questi mesi con comportamenti "ostruzionistici" da parte della stessa maggioranza nell'Aula Giulio Cesare, quali la continua mancanza del numero legale, le innumerevoli sedute (nove) impiegate per far passare la delibera sull'anagrafe dei rifiuti, la proroga della delibera 70 in accoglimento dell'emendamento del consigliere Cantiani del PDL.
Pertanto, respingiamo fermamente qualsiasi tentativo di addebito del fallimento della città di Roma, di cui le maggioranze (attuali e passate) debbono prendersi ogni responsabilità e ammettere la loro totale incapacità. Evidentemente il PD vuole fare le scarpe al sindaco Marino giocando sulla pelle dei cittadini romani.
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/roma2013/2014/02/il-decreto-salvaroma-rappresenta-lennesimo-salvataggio-della-capitale-dalla-malapolitica.html