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venerdì 21 marzo 2014

FORUM ACQUA: Depositata la legge nazionale per l'acqua pubblica e partecipata

Immagine in linea 1

COMUNICATO STAMPA

Depositata la legge nazionale per l'acqua pubblica e partecipata
Una legge in attuazione dei referendum 2011
 
Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua è lieto di poter comunicare che ieri, giovedì 20 Marzo, è stato depositato, presso la Camera dei Deputati, il testo aggiornato della legge di iniziativa popolare, presentato nel 2007, "Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico". Tale fatto assume un valore aggiunto e una grande valenza politica poichè avviene, sostanzialmente, in occasione della Giornata Mondiale per l'Acqua (22 Marzo 2014).

Infatti, all'inizio dell'attuale legislatura, ci siamo adoperati affinchè nascesse l'intergruppo parlamentare "Acqua Bene Comune" che si ponesse come obiettivo prioritario la condivisione di quel testo e poterlo ripresentare alla discussione parlamentare.

Il testo della proposta di legge è stato depositato attraverso la sottoscrizione di decine di parlamentari afferenti a diverse forze politiche (Movimento 5 Stelle, Sinistra Ecologia e Libertà, Partito Democratico) in armonia con lo spirito che ha portato alla costituzione dell'intergruppo Acqua Bene Comune, al quale hanno aderito più di 200 parlamentari.

La presente proposta di legge risponde, quindi, all'urgenza di dotare il nostro paese di un quadro legislativo unitario rispetto al governo delle risorse idriche come bene comune, introducendo modelli di gestione pubblica e partecipata del servizio idrico,procedendo da subito alla ripubblicizzazione dello stesso.

Tale testo, dunque, scaturisce dalla necessità di un cambiamento normativo nazionale e risulta essere la reale e concreta attuazione dell'esito referendario, che segni una svolta radicale rispetto alle politiche, che hanno fatto dell'acqua una merce e del mercato il punto di riferimento per la sua gestione.

Chiediamo quindi che il Parlamento avvii da subito la discussione di questa legge proprio nel rispetto della volontà popolare chiaramente espressa dalla maggioranza assoluta del popolo italiano con i referendum del 2011, perchè ancora una volta si scrive acqua ma si legge democrazia.

Roma, 21 Marzo 2014.

Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua


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Ufficio Stampa Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
e-mail: ufficiostampa@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.org - www.obbedienzacivile.it

lunedì 17 marzo 2014

Lazio: vincono l'acqua pubblica e la partecipazione

INVITO CONFERENZA STAMPA

Approvata la prima legge in Italia per la gestione pubblica e partecipata dell’acqua, presentata da cittadini e comuni. 
 
Martedì 18 marzo, ore 11.30 presso la sede del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, Via S.Ambrogio, 4 Roma (II piano)

Interverranno rappresentanti del Coordinamento Regionale Acqua Pubblica Lazio e dei Comuni promotori della proposta di legge.

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COMUNICATO STAMPA

Lazio: vincono l’acqua pubblica e la partecipazione

Dopo la straordinaria vittoria referendaria di giugno 2011, dopo un percorso durato due anni che ha intrecciato le esperienze dei comitati e di numerosi comuni del Lazio, dopo 12 mesi di pressioni sul Governo Regionale, oggi, 17 marzo, finalmente, è stata approvata all’unanimità la proposta di Legge popolare n°31, per la gestione pubblica e partecipata del servizio idrico nella Regione Lazio.

Una legge che recepisce i risultati referendari, a partire dalla definizione di servizio idrico come servizio di interesse generale da gestire senza finalità di lucro, fino al fondo stanziato per incoraggiare la ripubblicizzazione delle gestioni in essere. Una legge che rimette al centro finalmente gli enti locali, delineando gli ambiti territoriali ottimali sulla base dei bacini idrografici e dando la possibilità ai comuni di organizzarsi in consorzi e di affidare il servizio anche ad enti di diritto pubblico, tutelando al contempo la partecipazione delle comunità locali nella gestione di questo bene fondamentale, anche rispetto alle generazioni future.
 
Una discussione in Aula Consiliare niente affatto semplice che, in prima seduta ,  si è protratta fino a tarda notte, per essere poi aggiornata a questa mattina.  Decisiva è stata la costante presenza di rappresentanti dei comitati e degli enti locali che hanno contribuito a sventare i tentativi di ostruzionismo e di modifica dei principi cardine della legge.
 
Una pressione dal basso che assolutamente non dovrà attenuarsi nei prossimi mesi, quando a livello regionale dovranno essere elaborati atti legislativi fondamentali , quali la legge sugli ambiti di bacino idrografico e la nuova convenzione di cooperazione tipo. Saranno queste infatti le prossime occasioni per applicare concretamente i principi contenuti nella legge approvata oggi e di  valorizzare gli spazi di partecipazione da questa aperti.  Nel frattempo ci si aspetta che, coerentemente alla legge approvata, venga salvaguardata la libertà di quei comuni del Lazio che rischiano il passaggio forzato al gestore dell’ATO di riferimento pur volendo gestire il servizio in autonomia. Unico neo della discussione odierna è stato, infatti, il poco coraggio della maggioranza nell’affermare con chiarezza tale principio.

Oggi quindi si festeggia  insieme a tutti gli altri comitati che, in altrettante regioni, stanno lavorando per l'approvazione di testi di legge analoghi.
 
L'auspicio è che, a partire dal Lazio, si inneschi finalmente una reazione a catena che veda i governi regionali rispettare la volontà dei cittadini e il diritto all'acqua, proprio in un momento in cui questo viene nuovamente minacciato dal vento privatizzatore che soffia dal governo.
 
Per approfondire i contenuti della legge e le prospettive da questa aperte invitiamo la stampa e i cittadini ad una conferenza stampa domani, 18 marzo, alle ore 11.30 presso la sede del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, al secondo piano in via S.Ambrogio, 4 a Roma.

Coordinamento Regionale Acqua Pubblica

martedì 11 marzo 2014

#AcquaPubblica Fiato sul collo in Consiglio Regionale Lazio - ATTIVATI



Invito a dare diffusione all'azione di pressione, proposta dal Coordinamento Acqua Pubblica Lazio, anche sui social network.
 
Guarda e diffondi l'evento facebook 
 
Dopo la vittoria referendaria di giugno 2011, quando 2 milioni e mezzo di elettori del Lazio hanno votato per l'acqua pubblica, una rete di realtà regionali ha proposto una legge di iniziativa popolare, tramite il meccanismo del referendum propositivo, per attuare i risultati referendari e scongiurare le volontà privatizzatrici dell'allora giunta Polverini.
Quel testo, sostenuto dalle firme di 40.000 elettori della Regione e dal voto di 40 Consigli Comunali, sarà in discussione in assemblea regionale il prossimo 12 marzo. La discussione sarà un momento cruciale, poichè il rischio è che il testo venga emendato con l'intento di snaturarne i principi fondamentali.
Per questo proponiamo di attivarsi a partire da oggi, martedì 11 marzo, con una mail indirizzata ai consiglieri regionali, per spingerli a votare il testo originale, rispettando così la volontà popolare.


Di seguito il testo che si propone d'inviare e, in allegato, l'elenco mail dei consiglieri regionali.

Oggetto: Sull'acqua non si scherza: votare sì alla proposta di legge n°31

"Gentile Consigliere,
il giorno 12/03/2014 in occasione del Consiglio regionale che avrà all'ordine del giorno l'esame della legge di iniziativa popolare n. 31 recante disposizioni sulla tutela e la gestione pubblica delle acque, Le chiedo di muoversi nella stessa direzione dei cittadini e degli Enti Locali che hanno promosso la legge e chiesto la revoca della DGR n.40.
Quindi Le chiedo di adoperarsi affinché la Regione Lazio dia finalmente seguito alla volontà popolare approvando una legge sulla gestione pubblica e partecipata dell'acqua integra dei principi espressi nella proposta di legge n.31.
Resta inteso che qualsiasi deviazione da tali principi (attraverso emendamenti o in qualsiasi altra forma) costituirà un tradimento della volontà popolare, espressa dai cittadini e dagli Enti Locali promotori della suddetta proposta, e già a suo tempo manifestata attraverso il referendum del 2011, contro il quale i cittadini non potranno che ricorrere allo strumento referendario, come previsto dallo statuto regionale.
Firma

Documenti di approfondimento
Comunicato stampa del Coordinamento Regionale Acqua Lazio


LISTA MAIL CONSIGLIERI REGIONALI
In fondo a questo link http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_content&view=article&id=2590:manda-una-mail-ai-consiglieri-del-lazio-per-dire-si-allacqua-pubblica&catid=147&Itemid=80 trovate la lista delle mail dei consiglieri regionali del Lazio.

venerdì 24 gennaio 2014

Salva-Roma: la Lanzillotta ci prova di nuovo!!!

E' notizia di oggi che la Sig.ra Lanzillotta ha ripresentato al Senato il suo emendamento per la privatizzazione dei servizi pubblici locali e degli altri servizi di Roma Capitale, come già aveva fatto nel decreto cosiddetto Salva-Roma del dicembre scorso.
Quel decreto che, alla fine, era stato ritirato da Napolitano a fine 2013 grazie alla mobilitazione di un'intera città contro privatizzazioni selvagge, licenziamenti di massa, vendite inutili di patrimonio pubblico e grazie al nostro intervento nelle sedi istituzionali.

E riecco tutto nel decreto Mille-Proroghe.

C'è stato un referendum nel 2011 dove 27 milioni di italiani hanno dato una chiara indicazione ai governi futuri: FUORI L'ACQUA DAL MERCATO, FUORI I PROFITTI DALL'ACQUA.
Il referendum riguardava tutti i servizi pubblici locali. Quella vittoria ne ha impedito l'imminente privatizzazione forzata alla quale aspirano tutti i promotori di un Paese Liberista (un deputato ha definito così l'Italia in Aula, peccato che non l'ho trovato scritto da nessuna parte nella Costituzione!)

E il Sindaco Marino dichiara: "l'Acqua deve rimanere pubblica":
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2014/01/23/Salva-Roma-Marino-acqua-resti-pubblica_9950984.html

Forse non è chiaro al Sindaco di Roma che i cittadini non hanno più voglia di essere presi in giro.

Il servizio idrico ATTUALMENTE e per legge è soggetto a logiche di mercato e nelle bollette è ancora presente il PROFITTO cancellato dal referendum n.2.
Perché dico questo?
1. grazie al decreto Salva Italia di Berlusconi, nel 2011 viene affidato all'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas il compito di definire un nuovo metodo tariffario (transitorio e retroattivo!)
2. grazie al decreto Destinazione Italia, ora in esame alla Camera, si modifica la legge sulle autorità garanti del mercato aggiungendo le parole "e servizio idrico" dopo energia elettrica e gas, assegnando così definitivamente la regolazione e il controllo dell'Acqua all'AEEG
3. l'AEEG ha trasformato la quota di remunerazione del capitale investito in oneri finanziari, lasciando così il profitto in bolletta!

Le authority regolano il mercato di un bene o di un servizio! Il profitto ha cambiato nome!
VI SEMBRA RISPETTOSO DELLA VOLONTA' POPOLARE???

Simpatico l'appello dei suoi colleghi del PD (che nel 2012 il movimento per l'acqua ha dovuto convincere ad agire per evitare di vendere un ulteriore 21% delle quote azionarie di Acea Spa in mano al Comune di Roma):
http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/economia/dettaglio/nRC_23012014_1458_364980286.html

Non mi basta che Acea Spa resti per il 51% di Roma Capitale, questa è già la situazione attuale!
Ho la strana sensazione che, per il PD, difendere il risultato referendario significhi:
- mantenere la situazione attuale, quindi tenersi Società per Azioni che gestiscono l'Acqua il cui scopo sociale è di creare utili per gli azionisti e non dare un servizio alla cittadinanza,
- insistere a sostenere che Acea Spa sia un'azienda pubblica quando il Comune di Roma conta come il due di picche nel Consiglio di Amministrazione,
- non fare nulla per ripubblicizzare il servizio idrico per oltre due anni dal referendum e per oltre 5 anni dal deposito della proposta di legge popolare depositata nel 2007 e lasciata nei cassetti a prendere polvere!

Ripubblicizzare significa: usare la forma dell'azienda speciale di diritto pubblico e far partecipare i cittadini e i lavoratori alle decisioni dell'azienda. Creare un sistema diverso da quello attuale fallimentare.

Questi signori stanno VENDENDO le nostre vite!
Quale obiettivo migliore se non mettere le grinfie sul bene comune Acqua per avere un profitto assicurato?
Finanziarizzano tutto pur di ricavare profitto!
Strozzano gli Enti Locali deliberatamente con il patto di stabilità interno, così da impedire loro di effettuare i giusti investimenti sui servizi al cittadino! Lo potremmo chiamare "patto di destabilizzazione sociale"! (cit.)
Privatizzano Cassa Depositi e Prestiti nel 2003 per far entrare le Banche private nel credito degli Enti Locali! Che vuol dire? Che le Banche non avevano mai prestato soldi agli Enti Locali perché non potevano, che gli Enti Locali hanno utilizzato unicamente il risparmio postale dei cittadini per promuovere investimenti territoriali a favore degli stessi cittadini dal 1860 al 2003 a un tasso di interesse veramente basso!

Le politiche di AUSTERITY hanno fallito e non sono piaciute agli elettori che hanno premiato Monti con il 9% dei voti alle scorse politiche.

Chissà se è chiaro che non ci interessa più l'attuale sistema economico e che intendiamo crearne uno completamente diverso incentrato sui diritti dei cittadini ai beni comuni?

martedì 8 ottobre 2013

...il popolo italiano?

Appiattimento totale dell'informazione, vendita e svendita del patrimonio pubblico, indulto, forse amnistia, inciucio, rinascita della democrazia cristiana, patto Stato-mafia, intercettazioni Mancino distrutte, Costituzione devastata, austerità, crisi economica ma solo per il ceto medio basso, disoccupazione, precarizzazione del lavoro della vita e del futuro, le leggi di iniziativa popolare non vengono discusse dal parlamento, aumento del debito pubblico, Enti Locali strozzati, nessun rispetto per i referendum popolari, privatizzazione dei servizi pubblici locali, mancanza di democrazia...il popolo italiano?
- Non sospendete il campionato!

domenica 30 giugno 2013

12 GIUGNO – ANCORA UNA VOLTA SI' PER L'ACQUA BENE COMUNE

Per il 12 giugno, secondo compleanno dei referendum per l'acqua pubblica, avevo scritto un comunicato stampa che non è mai stato divulgato.
Il mio agire all'interno del Parlamento avrà un senso compiuto quando si avvererà quanto ho detto quel mercoledì mattina "dopo aver festeggiato nelle piazze, voglio festeggiare in Parlamento".
Dopo 5 anni di battaglie per liberare l'Acqua, diritto universale, dagli speculatori, voglio raggiungere quell'obiettivo comune a tutti i comitati locali, a tutte e tutti coloro che hanno dato un contributo per raggiungere quel bellissimo risultato: 26milioni di SI'.
Dalle piazze al Parlamento, dal Parlamento alle Piazze. Perché diventino luogo decisionale per la gestione del bene comune...
A voi,
daghi.


12 GIUGNO – ANCORA UNA VOLTA SI' PER L'ACQUA BENE COMUNE

Tutti i 160 Parlamentari 5 Stelle aderiscono all'intergruppo parlamentare sull'Acqua Bene Comune promosso dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua


Il 12 giugno sarà il secondo compleanno dei referendum per l'Acqua Pubblica.

Deputati e Senatori del MoVimento 5 Stelle saranno presenti in Piazza Montecitorio alle ore 11:00 in risposta all'invito del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua per sottoscrivere la partecipazione all'intergruppo parlamentare sull'Acqua Pubblica.

A due anni dal referendum del 2011, 26milioni di cittadine e cittadini attendono ancora l'applicazione dell'esito referendario che ha sancito la volontà di riportare il Servizio Idrico Integrato fuori dalle logiche di mercato, di non fare profitti sull'Acqua Bene Comune e di gestire il SII con logiche partecipative.

L'Acqua Pubblica è la prima stella del MoVimento 5 Stelle che da anni partecipa alle attività dei comitati locali. Cittadine e Cittadini Portavoce di Camera e Senato sono impegnati per il rispetto dell'esito referendario attraverso la più ampia partecipazione della cittadinanza e dei comitati che si sono spesi per raggiungere quel risultato straordinario.

Per questo è stata depositata alla Camera una risoluzione in Commissione Ambiente che chiede al Governo di attuare il risultato referendario riprendendo la legge di iniziativa popolare sottoscritta da oltre 400mila cittadini che non ha visto terminare l'iter legislativo nelle due precedenti legislature.

Si scrive Acqua, si legge Democrazia e ora che siamo in Parlamento sarà un piacere ribadirlo!