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lunedì 14 ottobre 2013

Diario di bordo: le ultime due settimane di Acqua Pubblica

Le multiutility dei Servizi Pubblici Locali non navigano in buone acque, hanno i conti in rosso e devono comunque distribuire utili.
Mancano i fondi per gli investimenti, ma la "remunerazione del capitale investito" che fine ha fatto?
Ah già, è stata distribuita agli azionisti.
Milioni di euro che dovevano essere investiti nelle infrastrutture, per la riduzione delle perdite del bene più prezioso. Quale migliore richiesta per perseguire il mantra del socializzare le perdite e privatizzare i profitti?
Intanto, come detto dal Consiglio di Stato, quella "remunerazione" deve tornare nelle tasche degli utenti dato il risultato dei referendum del 2011.

2 ottobre: scrivo e spedisco al Presidente della Repubblica una lettera con la richiesta di ritirare l'adesione al Festival dell'Acqua Privatizzata in partenza il 6 ottobre a L'Aquila.

Nei giorni a seguire l'iniziativa è stata adottata da altri parlamentari del m5s e da una moltitudine di cittadine e cittadini.

6 ottobre: a L'Aquila parte il secondo festival dell'acqua promosso da Federutility, ente che raccoglie tutte le multiutility dell'acqua e dei servizi pubblici locali. Il Forum Abruzzese per l'Acqua Pubblica protesta in apertura dell'evento causa il NON rispetto della volontà popolare.

7 ottobre: Acea Ato2 Spa stacca completamente l'acqua ad un condominio di Ostia che rispetta i referendum, avendo aderito alla campagna di Obbedienza Civile, quindi avendo pagato la giusta bolletta!


8 ottobre: è notizia che il Ministro Zanonato (Ministero dello Sviluppo Economico) incontrerà a giorni le multiutility del servizio idrico e gestori dei Servizi Pubblici Locali. All'ordine del giorno è prevista la discussione dell'esclusione dal patto di stabilità degli introiti derivanti dalla vendita di quote delle società di gestione di Acqua, Trasporti e Rifiuti, cioè dei Servizi Pubblici Locali.

Dopo aver strozzato gli Enti Locali con i debiti, ecco come privatizzare con maggiore facilità aggirando un referendum popolare!

9 ottobre: i cittadini de L'Aquila esprimono forte delusione a causa del flop del Festival di Federutility che non ha portato alla città la sperata presenza di pubblico.

Le sale dei convegni e gli stand erano vuoti. Dai comunicati stampa diramati dai media tutto questo non era visibile. L'Aquila come un deserto di democrazia!

9 ottobre: il Ministro dell'Ambiente Orlando dichiara: "Gli investimenti per il settore idrico non possono essere fatti dallo Stato" e ancora "lo Stato non ha soldi".

Con quali fondi si faranno i necessari investimenti nelle infrastrutture idriche? Forse con i risparmi dei cittadini depositati tramite le Poste nella Cassa Depositi e Prestiti?

10 ottobre: a L'Aquila si svolge il convegno "Si scrive Acqua, si legge Democrazia", il controfestival per l'Acqua Pubblica. Sala piena e condivisione di idee tra acquaioli del Forum Acqua e la cittadinanza presente. La partecipazione respingerà sempre la logica del profitto!!!

Finalmente si chiudono le liste delle audizioni in Commissione Ambiente per la risoluzione sull'Acqua esposta lo scorso 12 settembre.

12 ottobre: manifestazioni in tutta Italia contro le privatizzazioni e i nuovi colonialismi. Biciclettate a Roma per la ripubblicizzazione di Acea Ato 2 e contro le discariche di rifiuti.

Individui consapevoli porteranno al vero Cambiamento!

Dalla prossima settimana, spero in good news :)


 

martedì 13 agosto 2013

Condividere strumenti ed esperienze

La bici rispetta l'ambiente, tutela la salute e migliora l'umore, non consuma e non produce emissioni nocive.
Per una corretta manutenzione fai da te, rivolgiti alle http://ciclofficinepopolari.it/

La ciclofficina è quel luogo dove si incontrano passanti dalle mille storie e dove si condividono strumenti (gli attrezzi veri e propri) per proseguire il cammino nella retta...via a due ruote ;)

domenica 11 agosto 2013

La Cassa Depositi e Prestiti sia pubblica e sociale

La Cassa Depositi e Prestiti sia pubblica e sociale
- Domenico Musella – First Line Press -
Intervista a Marco Bersani di Attac Italia



Mai sentito parlare della Cassa Depositi e Prestiti? Sfogliando le pagine virtuali di First Line Press vi sarete imbattuti in questo nome nelle varie puntate dell’inchiesta sul servizio idrico portata avanti da Lorenzo Giroffi in giro per l’Italia. In ogni caso segnatevelo, perché ne sentirete parlare molto e riguarda uno dei tanti scandali del nostro Paese.
La Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) è un istituto che, come in altri Paesi, attinge ai risparmi dei cittadini depositati alle Poste (in Italia, oggi, circa 230 miliardi di euro) per concedere agli enti locali prestiti a tassi agevolati che consentano investimenti di pubblica utilità (per “far crescere l’Italia”, come recita il suo slogan). O meglio, nel nostro Paese è andata così fino a una decina di anni fa, quando tale ente è stato di fatto privatizzato dal Governo diventando una Società per Azioni e, come prevedibile, ha cambiato fini e mezzi.

Portandoci in una situazione in cui dei privati investono i soldi della collettività senza che quest’ultima possa decidere o controllare dove tale denaro va a finire. Ed infatti molto spesso esso va a finire in speculazioni private che non solo non apportano alcun beneficio ai cittadini “prestatori”, ma anzi spesso arrecano loro danni in termini di privazione di servizi che dovrebbero essere pubblici e beni che dovrebbero essere comuni.

Non è un caso che da diverse settimane vari comitati su tutto il territorio nazionale sono impegnati in contestazioni della Cassa Depositi e Prestiti (come nella foto a fianco) e nella proposta di un nuovo modo di concepire la finanza pubblica durante le varie tappe del tour che la società sta attuando tra gli enti locali.
Per capirne qualcosa di più intervistiamo uno di quelli che in Italia conosce meglio la Cassa. Si tratta di Marco Bersani, storico attivista e coordinatore nazionale di Attac Italia, tra i promotori del neonato Forum per una nuova finanza pubblica e sociale (di cui vi abbiamo accennato qui). Recentemente per i tipi delle Edizioni Alegre è uscito il suo ultimo libro CatasTroika. Le privatizzazioni che hanno ucciso la società.

Una società privata che investe senza controlli denaro pubblico, per perseguire interessi privati. Ci spiega, a grandi linee, come funziona questo meccanismo infernale della Cdp?
Cassa Depositi e Prestiti è stato ente dello Stato dalla sua nascita nel 1850 e sino al 2003. In quell’anno è stata trasformata in società per azioni e al suo interno sono entrate col 30% di capitale le fondazioni bancarie, ovvero i principali azionisti delle banche di riferimento. Da quel momento, qualsiasi investimento di Cdp deve avere come scopo principale quello di produrre utili per gli azionisti (in dieci anni, le fondazioni bancarie hanno portato a casa dividendi pari a oltre il 10% annuo). Questo ha comportato che, per quanto riguarda il finanziamento degli investimenti degli enti locali, è scomparso il tasso agevolato, fino ad allora applicato, sostituito dal tasso di mercato; mentre per quanto riguarda gli altri investimenti, le scelte hanno unicamente scopi finanziari, senza nessuna considerazione dei bisogni del paese e delle necessità delle comunità locali.

In che modo la gestione di questo ente influisce su diritti fondamentali che lo Stato dovrebbe garantire ogni giorno alle persone, come quello alla casa, all’acqua e ai beni comuni (sui quali nel 2011 si è chiaramente espressa la popolazione con un referendum di cui è stato tra i promotori), ai servizi pubblici?
Cassa Depositi e Prestiti opera attraverso diversi fondi. Uno di questi è il Fondo italiano per le infrastrutture (F2i), nato da un connubio tra Cdp (15,99%), Intesa Sanpaolo, Merrill Lynch, Unicredit, le fondazioni bancarie e due Casse di previdenza professionali. Questo fondo opera nel settore dei servizi infrastrutturali e in pochi anni è entrato nei settori del gas, dei rifiuti, dei servizi idrici, delle telecomunicazioni e delle infrastrutture autostradali e aeroportuali. Un vero e proprio assalto ai beni comuni degli enti locali, verso i quali F2i si propone come partner ideale per accompagnarli nella privatizzazione dei servizi pubblici. Un secondo fondo è il Fondo Strategico Italiano (FSI), controllato da Cdp, che interviene nel capitale azionario di aziende per migliorarne la competitività; in base a questi criteri, FSI è entrato nell’inverno scorso nel capitale sociale di Hera SpA (multiutility dei servizi idrici, energetici e ambientali dell’Emilia Romagna) per favorirne la fusione con la omologa Aps-Acegas di Padova e Trieste.
Sono solo alcuni esempi di come Cassa Depositi e Prestiti utilizza il risparmio postale di 12 milioni di famiglie per favorire l’espropriazione delle stesse in termini di beni e servizi pubblici.

Che legame c’é tra l’attuale attività della CDP, le politiche europee (e mondiali) di austerity e tutta la retorica della crisi e del debito? Si tratta di scelte solo nazionali o ci sono decisioni e interessi più ampi?
Le scelte sono nazionali, ma è ovvio che il telaio in cui si affermano è quello delle politiche monetariste dell’Unione Europea. L’ossessione sulla riduzione del debito pubblico, il Fiscal Compact, il Patto di Stabilità e Crescita sono tutte norme europee che hanno lo scopo di far arretrare il “pubblico” da qualsiasi funzione economica e sociale per consegnare beni e servizi ai mercati finanziari. Cassa Depositi e Prestiti, coi suoi oltre 230 miliardi di euro di risparmio postale, invece di divenire il veicolo di un altro modello economico e sociale, è di fatto il soggetto attuatore in Italia delle volontà delle grandi lobby finanziarie europee.

Cos’è questo tour che la Cassa Depositi e Prestiti sta facendo con gli enti locali e che voi contestate?
Recentemente, Cassa dp ha istituito il FIV (Fondo per la valorizzazione degli immobili) attraverso il quale si propone come partner degli enti locali per la messa sul mercato di tutto il patrimonio pubblico in mano ai Comuni.
In pratica, Cdp si propone per valutare gli immobili comunali stabilendone un prezzo. Se il Comune riesce a vendere sul mercato l’immobile in oggetto ad un prezzo superiore l’affare è fatto; se non riesce, Cdp lo compra al prezzo pattuito e poi lo mette sul mercato. Senza nessuna considerazione per il possibile riuso sociale degli immobili di proprietà comunale, Cdp favorisce il bisogno di cassa “qui ed ora” dei Comuni strangolati dal patto di stabilità e dalla spending review, portandone avanti in prima persona la svendita alla speculazione immobiliare.
Poiché Cdp sta girando l’Italia per spiegare agli enti locali questo nuovo “prodotto”, noi la contestiamo dovunque nel metodo e nel merito.

Veniamo ai movimenti che invece propongono la ripubblicizzazione della CDP, all’interno di una proposta più ampia per un nuovo tipo di finanza pubblica. Chi sono, che tipi di azioni stanno portando avanti?
Dopo le due assemblee di Roma (2 febbraio) e di Milano (16 marzo), sabato 13 aprile a Firenze è nato il Forum per una nuova finanza pubblica e sociale. Lo compone un variegato mondo di comitati territoriali, associazioni e reti di movimento, organizzazioni sindacali, associazioni religiose.
Con due obiettivi concreti di lavoro: il primo è il rifiuto della trappola del debito, così come viene costruito dai diktat delle lobby monetariste italiane ed europee, e la proposta di avviare a livello nazionale e locale un’inchiesta popolare sulle cause dello stesso (audit), per deciderne assieme quale parte va rifiutata perché giuridicamente “illegittima” e “odiosa”, e quale parte va ristrutturata secondo tempi e modalità che non pregiudichino i diritti e il reddito delle popolazioni. Il secondo obiettivo è la socializzazione del credito, ribaltando la prospettiva di un paese come l’Italia che è passato da un controllo pubblico sul sistema bancario pari al 74% nel 1992 all’attuale zero per cento. Per questo diventa centrale la socializzazione della Cassa Depositi e Prestiti, azienda strategica del Paese con oltre 300 miliardi di attività, 235 dei quali frutto del risparmio postale di cittadini e lavoratori. Tre giorni di iniziativa in tutti i territori sono stati già fissati per il 16-17 e 18 maggio, mentre sono allo studio due leggi nazionali d’iniziativa popolare per aprire una nuova fase di alfabetizzazione popolare nel Paese sui temi del debito, della finanza e della democrazia.

Fonte: http://www.informarexresistere.fr/2013/05/12/la-cassa-depositi-e-prestiti-sia-pubblica-e-sociale/