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mercoledì 5 marzo 2014

CRAP: Sventato il colpo di mano di ACEA sugli aumenti in bolletta.

Sventato il colpo di mano di ACEA sugli aumenti in bolletta.
Approvata la tariffa 2012-2013 per l'ATO 2



Oggi la Conferenza dei Sindaci dell'ATO 2 del Lazio ha approvato a maggioranza la tariffa 2012-2013 proposta dalla Segreteria Tecnico Operativa. Si pone così un deciso stop al tentativo di ACEA di imporre aumenti salati alle bollette dei cittadini della Provincia di Roma.

I Sindaci hanno duramente denunciato l'ennesima assenza dei rappresentanti di ACEA ATO 2 in quello che è l'ambito decisionale sovrano per la gestione del servizio idrico, evidenziando come l'azienda dimostri, ancora una volta, di volersi sottrarre al confronto su temi scottanti quali gli investimenti e la realizzazione delle opere programmate. A riguardo è stato richiesto l'avvio dei lavori del tavolo congiunto tra Enti Locali, gestore e ATO per verificare l'attuazione del piano degli investimenti. A tale tavolo è stato richiesto che vengano coinvolti anche i comitati per l'acqua attivi sul territorio.

E' stato ribadito come il metodo tariffario proposto dall'AEEG sia sub iudice da parte del TAR Lombardia poiché viola palesemente gli esiti referendari reintroducendo di fatto i profitti garantiti per il gestore abrogati dalla volontà popolare e che quindi sarebbe opportuno attendere la sentenza onde evitare di approvare atti illegittimi.
Su tutto ciò ha pesato come un macigno il ricatto messo in campo da ACEA ATO 2 che, pur non presentandosi alla Conferenza, ha avanzato all'Authority una proposta di tariffa che prevedeva aumenti insostenibili soprattutto in un momento di forte crisi economica.

I Sindaci, alla fine di un dibattito articolato, hanno approvato la tariffa 2012-2013 ma, con l'emendamento proposto dal Comune di Roma che ha trovato il consenso di numerosi comuni tra cui Fiano, Lariano, Cerveteri, approvando il Piano Economico Tariffario ai soli fini della tariffa degli ultimi due anni, e inviando ad ACEA ATO 2 un messaggio chiaro sul fatto che non si accettano ricatti e devono essere verificati gli investimenti effettivamente realizzati.

Come Coordinamento Romano Acqua Pubblica sottolineiamo che quanto avvenuto oggi è significativo, ossia gli Enti Locali hanno inteso ribadire il loro legittimo ruolo decisionale nella gestione del bene acqua. Ora deve necessariamente prendere avvio una nuova fase in cui si faccia definitivamente luce sulle inadempienze e inefficienze di ACEA ATO2, a partire dai mancati investimenti. Infatti, è evidente che la tariffa prevede comunque degli aumenti che, seppur minimi, sarebbe stato opportuno non addebitare ancora una volta sulle spalle dei cittadini.

Roma, 05 Marzo 2013.

Coordinamento Romano Acqua Pubblica

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Per approfondimenti:
http://craproma.blogspot.it/

lunedì 10 febbraio 2014

Il Governo non vuole l'Acqua Pubblica! Il PD non rispetta la volontà popolare!

Bocciato alla Camera l'emendamento 13.94 ‪#‎m5s‬ che toglie l'acqua dal mercato! ‪#‎AcquaPubblica‬

Nell'articolo 13 del Destinazione Italia che tratta di stanziamenti per Expo 2015, è stato inserito un comma che nulla ha a che fare con il titolo dell'articolo e che va a modificare il nome dell'AEEG aggiungendo ufficialmente il Servizio Idrico tra le sue competenze per le funzioni di regolazione e controllo.
Questo atto va ad avallare quanto definito nel Salva Italia del dicembre 2011, quando il Governo Monti attribuiva la ridefinizione del metodo tariffario transitorio all'AEEG, un'authority garante del MERCATO, andando già allora contro la volontà popolare che, con il voto di 27 milioni di italiani ai referendum 2011, ha sancito che l'acqua debba stare fuori dal mercato e che non si possa fare profitto su di essa.

Assegnare le funzioni di regolazione e controllo del servizio idrico all'AEEG, significa materialmente mettere l'Acqua sul mercato, trattandosi di un'autorità di regolamentazione del mercato appunto.
L'AEEG ha fallito il suo mandato avendo creato una tariffa transitoria (e retroattiva) con il profitto nascosto sotto mentite spoglie: da “remunerazione del capitale investito” sono arrivati a chiamarlo "oneri finanziari", remunerazione cioè profitto abrogato con il referendum!
Hanno quindi fatto rientrare dalla finestra ciò che era uscito dalla porta!

Ricordo che il Consiglio di Stato, su una richiesta fatta dell'AEEG, ha dichiarato che la remunerazione del capitale investito DEVE essere restituita ai cittadini, proprio perché il risultato del referendum è stato chiaro: fuori i profitti dall'acqua!

Nei prossimi giorni ci sarà la seconda udienza per il ricorso al TAR della Lombardia promosso dal Forum dei movimenti per l'Acqua e da Federconsumatori sulla questione tariffa.
Un nodo già risolto dal referendum, non rispettato dal garante del mercato e quindi impugnato dai cittadini.
Diteci voi se chi vince un referendum deve arrivare ai tribunali per vedere rispettata la volontà popolare!

Come è rimasto tale il nome dell'AEEG per ben due anni dall'assegnazione del Salva Italia, può restarlo per altro tempo ancora, magari in attesa del pronunciamento del TAR.

Questa del Governo è una forzatura che va in continuità con il precedente governo, quello dell'austerità, che continua a non rispettare la volontà popolare, tradisce i referendum per l'Acqua Pubblica e non rispetta le istanze dei movimenti che hanno portato 27milioni di cittadini al voto.

Il nostro emendamento toglie dalla competenza dell'AEEG la regolazione e il controllo del servizio idrico e mette l'Acqua nelle mani del ministero dell'ambiente, nel rispetto di quanto elaborato dai comitati per l'Acqua Pubblica e nel rispetto della volontà popolare.

martedì 28 gennaio 2014

Roma: sventata, per ora, la tariffa-truffa.



Sventata, per ora, la tariffa-truffa.
I Sindaci rinviano la decisione.
Va avanti la battaglia per il rispetto dei referendum.
Oggi, ancora una volta grazie all'incessante lavoro di pressione e informazione dei comitati, si è evitata l'approvazione di una tariffa che da una parte accorda ad Acea Ato2 aumenti sulle bollette nonostante i risultati disastrosi nella gestione del servizio idrico e dall'altra viola palesemente l'esito referendario reinserendo sotto mentite spoglie la remunerazione del capitale investito abrogata dalla maggioranza assoluta del popolo italiano. Nonostante le pressioni di Acea, i Sindaci hanno infatti deciso di prendersi tutti gli ulteriori 30 giorni di tempo che la legge mette loro a disposizione per decidere sulla nuova tariffa, potendo così approfondire le molteplici criticità legate all'operato dell'azienda.
Ancor più che nelle precedenti Conferenze dei Sindaci Ato2 (Roma e provincia), oggi è emersa in maniera chiara la frattura tra i i rappresentanti dei comuni della provincia, che affrontano quotidianamente la rabbia dei cittadini per mancati servizi, disagi ed aumenti, e l'azienda che gestisce il servizio, Acea Ato2 SpA, che continua ad incrementare gli utili senza realizzare gli investimenti concordati in sede di assemblea dei sindaci.
Nonostante le decisioni sulla gestione del servizio idrico spettino all'assemblea dei Sindaci è infatti emerso come, nel corso degli anni, il gestore privato abbia di fatto ignorato le indicazioni da essa ricevute.
Ci auguriamo quindi che la decisione presa oggi, rappresenti l'inizio di un'inversione di rotta che veda i Sindaci compatti nell'opporsi ai ricatti del gestore privato.
Quest'ultimo aspetto ha anche messo in luce la contraddizione in cui si trova lo stesso Comune di Roma che, se da una parte si è fatto promotore delle ragioni che hanno portato al rinvio, dall'altra, pur essendo socio di maggioranza dell'azienda non è evidentemente in grado di orientarne la gestione a favore dei cittadini.
Al momentaneo stop a questo tentativo di Acea di aumentare i profitti noncurante delle esigenze dei cittadini e della qualità del servizio, la Conferenza dei Sindaci ha affiancato altre importanti decisioni:
l'istituzione di un tavolo di approfondimento sull'attuazione degli investimenti,
l'inserimento di penali per gli investimenti non realizzati.
Verso la decisione definitiva sulla tariffa e sul futuro della gestione di una risorsa importante come l'acqua, rinnoviamo a tutti i cittadini della provincia l'invito a ricordare ai propri Sindaci la decisione, espressa con il voto referendario, di avere una gestione del servizio idrico che sia pubblica, partecipata e senza profitti. La discussione di oggi è infatti la prova che proprio la gestione dell'acqua tramite ente di diritto privato, secondo quindi le regole del mercato e del profitto, è alla base di molte delle criticità evidenziate dagli stessi Sindaci.
Per ricordare a tutte e tutti che la gestione dell'acqua non è "cosa privata" giovedì 30 gennaio dalle ore 10 saremo sotto la sede di Acea a Piazzale Ostiense, nell'ambito di una 3 giorni di presidio permanente presso la Presidenza della Regione Lazio per l'approvazione della proposta di legge per la gestione pubblica del servizio idrico nel Lazio.
Roma, 27 gennaio 2014
Coordinamento romano Acqua Pubblica

venerdì 15 novembre 2013

Acqua Pubblica: rispetto referendum, la tariffa sociale non basta.

COMUNICATO STAMPA

La tariffa sociale non basta. Ministro Orlando e Governo Letta rispettino davvero i referendum togliendo i profitti dalla bolletta e iniziando processo di ripublicizzazione.

Apprendiamo dalle dichiarazioni del Ministro Orlando e dal comunicato ufficiale diffuso a termine dell'odierno Consiglio dei Ministri che nel Disegno di Legge collegato alla Legge di Stabilità recante disposizioni in materia ambientale ci sarebbe una "prima risposta al messaggio politico venuto dal referendum".
In particolare si fa riferimento alla istituzione della tariffa sociale del servizio idrico integrato che secondo il Governo andrebbe a rendere effettivo l’obiettivo di rafforzare la natura “pubblica” della risorsa acqua e di conseguenza dare attuazione all'esito referendario.

Come Forum dei Movimenti per l'Acqua, promotore del referendum del 2011, contestiamo nettamente questa lettura, non perché la tariffa sociale non sia una questione di assoluta rilevanza soprattutto in un periodo di grave crisi economica e occupazionale, ma perché la copertura di questa tariffa sociale viene individuata in una nuova apposita componente tariffaria in capo ai cittadini e che quindi graverà ulteriormente sulle bollette. 
Infatti il referendum si poneva l'obiettivo, tra l'altro raggiungendolo in pieno, di eliminare i profitti dall'acqua e quindi garantire una ridistribuzione degli oneri sulle tariffe dai gestori ai cittadini e non tra i cittadini stessi, come invece deriva dal provvedimento adottato quest'oggi dal Governo.

Inoltre ci teniamo a ricordare al Ministro Orlando e al Governo che la piena e reale attuazione dell'esito referendario è la definitiva eliminazione della quota di remunerazione dalla tariffa del servizio idrico, la quale a fine 2012 è stata fatta rientrare dalla finestra dall'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas sotto la voce del "costo della risorsa finanziaria", oltre al raggiungimento di una vera gestione pubblica e partecipativa dell'acqua in Italia.

Per queste ragioni non possiamo trovarci d'accordo con il Ministro e con il Governo, al contrario continueremo la mobilitazione a tutti i livelli fino a quando non sarà pienamente rispettata la volontà popolare

Roma, 15 novembre 2013

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Ufficio Stampa Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
www.acquabenecomune.org

http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_content&view=article&id=2406:la-tariffa-sociale-non-basta-no-allelusione-del-referendum&catid=53&Itemid=67

mercoledì 2 ottobre 2013

Ennesimo passo falso dell'Authority: la nuova tariffa idrica è un fallimento

Immagine in linea 1

COMUNICATO STAMPA
Ennesimo passo falso dell'Authority: la nuova tariffa idrica è un fallimento

Habemus Tariffam...
Dopo due anni di complicati calcoli, tecnici al lavoro, infiniti conteggi e ricalcoli, e con due mesi di ritardo dalla scadenza del 31 di luglio, finalmente l'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas ratifica in data 19 settembre il recepimento della nuova tariffa idrica da parte di due AATO, quello di Marche Sud Ascoli Piceno e quello della Valle del Chiampo. Considerato che sul Metodo Tariffario Transitorio pendono 35 ricorsi tra cui quello promosso dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua e da diversi gestori che paradossalmente si sentono penalizzati, possiamo iniziare a sospettare che la nuova tariffa idrica sia stata una totale débacle.

Come già rilevato in occasione dell'uscita della relazione annuale dell'attività dell'Autorità dell'Energia Elettrica ed il gas è evidente il fallimento del suo operato per quanto riguarda il recepimento della nuova tariffa. Questi i dati impietosi: se si ragiona su base regionale sono ben 9 su 20 le regioni da cui non è pervenuta all'AEEG nessuna approvazione, ovvero il 45%; mentre se 
si fa riferimento al numero delle AATO esistenti prima della soppressione avvenuta il 31 dicembre 2012, solo 21 su 91 hanno approvato la nuova tariffa (ossia il 23%). L'Authority stessa è stata costretta ad ammettere la totale déblacle dichiarando con prolissi giri di parole "una forte necessità di approfondimenti e valutazioni, per identificare le determinanti della complessità dell’iter deliberativo del settore, individuando le possibili misure di semplificazione, di promozione della chiarezza delle valutazioni equitative, della trasparenza e della coerenza tra le opzioni decisionali e gli obiettivi di efficienza e qualità."
Inoltre l'Authority non si preoccupa neanche di rispondere ai cittadini che chiedono chiarezza in materia di tariffa idrica. Sono passati oltre 100 giorni, ovvero ben 40 in più di quanti previsti dalle procedure della stessa AEEG, dal deposito di un esposto da parte del Comitato Acqua Pubblica di Arezzo. Attendiamo fiduciosi una celere risposta perché si tratta di un dovere a cui l'Authority non può sottrarsi.

Per quanto ci riguarda il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua continuerà ad osteggiare la tariffa truffa redatta da coloro che, il 12 e il 13 giugno del 2011, erano evidentemente distratti e non si sono accorti di un referendum votato da 27 milioni di persone e che ha eliminato il profitto dalla gestione del servizio idrico.

Roma, 2 ottobre 2013