martedì 8 ottobre 2013

Abuso di potere da parte di Acea ATO 2: ancora distacchi dell'acqua a chi rispetta il referendum


http://craproma.blogspot.it/2013/10/abuso-di-potere-da-parte-di-acea-ato-2.html

Ancora una volta Acea, questa mattina ha provveduto a staccare l'acqua ad un condominio che ha regolarmente pagato il servizio nel rispetto della legge e della volontà popolare, decurtando dalla bolletta la voce "remunerazione del capitale", abrogata dai referendum di giugno 2011. L'azienda idrica decide, dunque, di rispondere per la seconda volta con i distacchi alla campagna di "obbedienza civile" lanciata dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua dopo la vittoria referendaria, lasciando senza un bene primario decine di famiglie tra cui anziani, bambini piccoli, e un inquilino in condizioni di disabilità. Se i vertici di Acea, come dichiarano pubblicamente, perseguitano i "morosi" perchè preoccupati per le casse dell'azienda, consigliamo loro di ridurre i dividendi distribuiti agli azionisti (64 milioni nel 2012), di aumentare gli investimenti sulle reti per azzerare le dispersioni idriche, e di mettere i propri lavoratori in condizione di lavorare per il cittadino e al suo fianco, liberandoli dall'ingrato compito di attuare i distacchi. Si apre oggi una seria questione anche per il Sindaco Marino e tutta l'amministrazione capitolina visto che il 12 settembre scorso, sull'onda di una mobilitazione a seguito di un altro distacco dell'acqua, è stata approvata una mozione (n. 25) in cui si legge testualmente “l'Assemblea di Roma Capitale impegna il Sindaco e la sua Giunta ad intervenire con un atto politico ed efficace sulla questione dei distacchi idrici per morosità, affinché Acea Ato2 cessi una pratica lesiva di un diritto umano;”. Dopo questo ennesimo sopruso il Sindaco non può non intervenire sulla ex municipalizzata: ha un mandato preciso da parte dei consiglieri comunali ma ancor di più da parte di oltre 1.200.000 cittadini che hanno votato SI' al referendum. La Giunta e il Sindaco devono decidere se stare dalla parte dei cittadini e dei diritti o dei privati e dei loro profitti! Da parte nostra ricordiamo che la strada per il rispetto dei diritti e della volontà dei cittadini romani è già stata indicata con la proposta di ripubblicizzazione di Acea, poichè è ormai evidente che non sarà possibile garantire il diritto all'acqua fino a che i privati non saranno finalmente usciti dalla sua gestione, in modo da rimettere al centro gli interessi della città e non i profitti di pochi speculatori. Anche su aspetto questo suggeriamo al Sindaco di seguire l'indicazione dell'Assemblea Capitolina contenuta nella delibera 25, aprendo finalmente con i comitati per l'acqua pubblica un tavolo partecipato sulla situazione e sul futuro di Acea Ato2, piuttosto che intrattenere rapporti epistolari e a mezzo stampa con la dirigenza Acea e con quegli stessi azionisti privati responsabili dell'attuale situazione. Il Coordinamento Romano Acqua Pubblica, insieme a tutti i cittadini che intendono opporsi a questa ennesima prepotenza, saranno mobilitati domani per ottenere l'immediato riallaccio dell'acqua nel condominio di Via Alessandro d'Aste a Roma Lido. L'acqua è un diritto: basta distacchi, basta profitti!

Roma, 07 Ottobre 2013.

Coordinamento Romano Acqua Pubblica

OSTIA, ACEA: STACCATA ACQUA A CONDOMINIO CHE HA PAGATO TUTTE LE BOLLETTE

http://www.osservatorelaziale.it/index.asp?art=7619&arg=4&red=1

OSTIA, ACEA: STACCATA ACQUA A CONDOMINIO CHE HA PAGATO TUTTE LE BOLLETTE

Il condomio ha decurtato dalle bollette la voce "remunerazione di capitale investito" voce abrogata dai referendum del 12 e 13 giugno
Gianluca Peciola, capogruppo di Sel in Campidglio:  "Il comportamento dell’azienda che gestisce il servizio idrico romano presenta quindi diversi profili di illegittimità e risulta lesivo di un diritto umano". 

RedazioneOstia (RM) - “Questa mattina la società che gestisce il servizio idrico a Roma ha eseguito il distacco della fornitura di acqua al condominio di via Alessandro d'Aste 3 ad Ostia in cui vivono 12 famiglie. Il condominio ha pagato tutte le bollette ma ha aderito alla campagna di ‘obbedienza civile’ lanciata dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, decurtando dalla bolletta la parte della ‘remunerazione di capitale investito’ quale elemento di determinazione della tariffa abrogata dai referendum del 12 e 13 giugno. Questo è già il secondo caso in pochi mesi di interruzione del servizio idrico da parte di Acea ad un condominio che ha giustamente dato seguito agli esiti referendari. L’acqua è un bene comune e  un diritto umano universale non assoggettabile a meccanismi e logiche di mercato. Il comportamento dell’azienda che gestisce il servizio idrico romano presenta quindi diversi profili di illegittimità e risulta lesivo di un diritto umano. Abbiamo scritto una lettera ai vertici di Acea chiedendo, oltre all’immediato ripristino dell’utenza idrica al condominio di Ostia, di rispettare il contenuto della mozione approvata dall’Assemblea Capitolina il mese scorso, al fine di dare avvio ad un confronto per la ripubblicizzazione dell’azienda e la gestione pubblica del servizio idrico“. Lo dichiara in una nota Gianluca Peciola, capogruppo di Sel in Campidglio.

Nota del Coordinamento Romano Acqua Pubblica "Abuso dì potere da parte di Acea ATO 2: ancora distacchi dell'acqua a chi rispetta il referendum"

"Ancora una volta, questa mattina Acea ha provveduto a staccare l'acqua ad un condominio che ha regolarmente pagato il servizio nel rispetto della legge e della volontà popolare, decurtando dalla bolletta la voce "remunerazione del capitale", abrogata dai referendum di giugno 2011.L'azienda idrica decide, dunque, di rispondere per la seconda volta con i distacchi alla campagna di "obbedienza civile" lanciata dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua dopo la vittoria referendaria, lasciando senza un bene primario decine di famiglie tra cui anziani, bambini piccoli, e un inquilino in condizioni di disabilità.

Se i vertici di Acea, come dichiarano pubblicamente, perseguitano i "morosi" perchè preoccupati per le casse dell'azienda, consigliamo loro di ridurre i dividendi distribuiti agli azionisti (64 milioni nel 2012), di aumentare gli investimenti sulle reti per azzerare le dispersioni idriche, e di mettere i propri lavoratori in condizione di lavorare per il cittadino e al suo fianco, liberandoli dall'ingrato compito di attuare i distacchi.Si apre oggi una seria questione anche per il Sindaco Marino e tutta l'amministrazione capitolina visto che il 12 settembre scorso, sull'onda di una mobilitazione a seguito di un altro distacco dell'acqua, è stata approvata una mozione (n. 25) in cui si legge testualmente “l'Assemblea di Roma Capitale impegna il Sindaco e la sua Giunta ad intervenire con un atto politico ed efficace sulla questione dei distacchi idrici per morosità, affinché Acea Ato2 cessi una pratica lesiva di un diritto umano;”.
Dopo questo ennesimo sopruso il Sindaco non può non intervenire sulla ex municipalizzata: ha un mandato preciso da parte dei consiglieri comunali ma ancor di più da parte di oltre 1.200.000 cittadini che hanno votato SI' al referendum.
La Giunta e il Sindaco devono decidere se stare dalla parte dei cittadini e dei diritti o dei privati e dei loro profitti!Da parte nostra ricordiamo che la strada per il rispetto dei diritti e della volontà dei cittadini romani è già stata indicata con la proposta di ripubblicizzazione di Acea, poichè è ormai evidente che non sarà possibile garantire il diritto all'acqua fino a che i privati non saranno finalmente usciti dalla sua gestione, in modo da rimettere al centro gli interessi della città e non i profitti di pochi speculatori.Anche su aspetto questo suggeriamo al Sindaco di seguire l'indicazione dell'Assemblea Capitolina contenuta nella delibera 25, aprendo finalmente con i comitati per l'acqua pubblica un tavolo partecipato sulla situazione e sul futuro di Acea Ato2, piuttosto che intrattenere rapporti epistolari e a mezzo stampa con la dirigenza Acea e con quegli stessi azionisti privati responsabili dell'attuale situazione. Il Coordinamento Romano Acqua Pubblica, insieme a tutti i cittadini che intendono opporsi a questa ennesima prepotenza, saranno mobilitati domani per ottenere l'immediato riallaccio dell'acqua nel condominio di Via Alessandro d'Aste a Roma Lido.
L'acqua è un diritto: basta distacchi, basta profitti!"

giovedì 3 ottobre 2013

Lettera al Presidente della Repubblica - Si scrive Acqua, si legge Democrazia

Lettera al Presidente della Repubblica - Si scrive Acqua, si legge Democrazia


La lettera e dove inviarla
http://www.facebook.com/federicadagam5s
Si scrive Acqua, si legge Democrazia non è uno slogan ma un semplice fondamentale principio che ogni istituzione dovrebbe condividere e tutelare.
 
Ecco perché ho scritto al Presidente Napolitano con la richiesta di ritirare la Sua adesione dal Festival Dell'Acqua privatizzata che si svolgerà a L'Aquila dal 6 all'11 ottobre.
Il festival è organizzato da Federutility, ente che raggruppa i gestori privati del servizio idrico.
Per i suoi meri interessi di mercato e di profitto, Federutility ha sostenuto il NO ai referendum per l'Acqua Pubblica.
 
Il risultato di quei referendum, ai quali non è stata data attuazione da più di due anni (e per i quali stiamo ora lavorando in commissione ambiente), ha indicato in modo inequivocabile la volontà degli italiani di avere una gestione dell'Acqua senza profitti.
 
Ritengo che il Presidente della Repubblica debba essere il primo soggetto a farsi garante di uno straordinario risultato di democrazia per questo Paese.
 
Per questo invito tutte e tutti voi a scrivere al Presidente Napolitano per chiedere il ritiro della Sua adesione da un'iniziativa promossa da gestori privati che non stanno assolutamente rispettando, né intendono farlo, il voto democratico di 27 milioni di cittadine e cittadini italiani.

 

All'attenzione del
Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
Palazzo del Quirinale, 00187 Roma - Piazza del Quirinale
e-mail:

Roma, 2 ottobre 2013

OGGETTO: Lettera aperta al Presidente della Repubblica per chiedere il ritiro dell’adesione della Presidenza della Repubblica al Festival dell’acqua promosso da Federutility.

Presidente Napolitano,
come ben sa, il nostro Paese sta attraversando una gravissima crisi democratica.
Ogni cittadina e ogni cittadino che rappresenta le Istituzioni ha, nel rispetto del mandato costituzionale, il compito di ascoltare e dare seguito alla volontà del popolo italiano.
La nostra bellissima Costituzione, all'articolo 75, prevede lo strumento del referendum popolare quale espressione democratica a disposizione degli elettori.

Dal 6 all'11 ottobre la città de L'Aquila ospiterà il secondo Festival dell'Acqua organizzato da Federutility, la Federazione delle società che gestiscono il servizio idrico, controllata dalle Società per Azioni più attive nel settore.

Dal logo dell'iniziativa è chiara la “adesione del Presidente della Repubblica”.
Federutility ha sempre agito in difesa degli interessi dei gestori e considera l'acqua come una merce sulla quale fare profitto. Si è mossa apertamente contro i referendum per l'acqua pubblica del 2011 e si sta adoperando per la non attuazione degli esiti referendari avendo presentato una memoria “ad opponendum” al ricorso presentato dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e da Federconsumatori presso il TAR della Lombardia, relativamente al nuovo metodo tariffario del servizio idrico approvato dall’AEEG ed in palese violazione della volontà espressa con i referendum per l'Acqua Pubblica.

I cittadini italiani che hanno deciso, il 12 e 13 giugno 2011, in favore dell'Acqua Pubblica e quindi per una gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico integrato, stanno aspettando da oltre due anni un'azione politica da parte del Parlamento che dia attuazione e sia rispettosa della partecipazione e della volontà espressa dalla maggioranza degli italiani con il risultato referendario.

Con queste premesse, chiedo a Lei, Presidente della Repubblica, di ritirare la “adesione del Presidente della Repubblica” da un'iniziativa promossa da gestori privati che non intendono assolutamente rispettare né far rispettare il voto democratico di 27 milioni di cittadini italiani.

Si scrive Acqua, si legge Democrazia!!!
Distinti saluti

Deputato della Repubblica
Cittadina Portavoce Federica Daga



 

mercoledì 2 ottobre 2013

Ennesimo passo falso dell'Authority: la nuova tariffa idrica è un fallimento

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COMUNICATO STAMPA
Ennesimo passo falso dell'Authority: la nuova tariffa idrica è un fallimento

Habemus Tariffam...
Dopo due anni di complicati calcoli, tecnici al lavoro, infiniti conteggi e ricalcoli, e con due mesi di ritardo dalla scadenza del 31 di luglio, finalmente l'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas ratifica in data 19 settembre il recepimento della nuova tariffa idrica da parte di due AATO, quello di Marche Sud Ascoli Piceno e quello della Valle del Chiampo. Considerato che sul Metodo Tariffario Transitorio pendono 35 ricorsi tra cui quello promosso dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua e da diversi gestori che paradossalmente si sentono penalizzati, possiamo iniziare a sospettare che la nuova tariffa idrica sia stata una totale débacle.

Come già rilevato in occasione dell'uscita della relazione annuale dell'attività dell'Autorità dell'Energia Elettrica ed il gas è evidente il fallimento del suo operato per quanto riguarda il recepimento della nuova tariffa. Questi i dati impietosi: se si ragiona su base regionale sono ben 9 su 20 le regioni da cui non è pervenuta all'AEEG nessuna approvazione, ovvero il 45%; mentre se 
si fa riferimento al numero delle AATO esistenti prima della soppressione avvenuta il 31 dicembre 2012, solo 21 su 91 hanno approvato la nuova tariffa (ossia il 23%). L'Authority stessa è stata costretta ad ammettere la totale déblacle dichiarando con prolissi giri di parole "una forte necessità di approfondimenti e valutazioni, per identificare le determinanti della complessità dell’iter deliberativo del settore, individuando le possibili misure di semplificazione, di promozione della chiarezza delle valutazioni equitative, della trasparenza e della coerenza tra le opzioni decisionali e gli obiettivi di efficienza e qualità."
Inoltre l'Authority non si preoccupa neanche di rispondere ai cittadini che chiedono chiarezza in materia di tariffa idrica. Sono passati oltre 100 giorni, ovvero ben 40 in più di quanti previsti dalle procedure della stessa AEEG, dal deposito di un esposto da parte del Comitato Acqua Pubblica di Arezzo. Attendiamo fiduciosi una celere risposta perché si tratta di un dovere a cui l'Authority non può sottrarsi.

Per quanto ci riguarda il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua continuerà ad osteggiare la tariffa truffa redatta da coloro che, il 12 e il 13 giugno del 2011, erano evidentemente distratti e non si sono accorti di un referendum votato da 27 milioni di persone e che ha eliminato il profitto dalla gestione del servizio idrico.

Roma, 2 ottobre 2013

 

giovedì 19 settembre 2013

Aderiamo con convinzione all'intergruppo per l'Acqua Bene Comune, si attui il referendum

Aderiamo con convinzione all'intergruppo per l'Acqua Bene Comune, si attui il referendum
Si presenta l'intergruppo parlamentare Acqua bene comune che si è riunito per la prima volta lo scorso mercoledì. L'intergruppo, nato su invito del Forum italiano dei movimenti per l'acqua, ha lo scopo di dare seguito alla volontà popolare a fronte dello straordinario risultato dei referendum 2011 sull'acqua pubblica. In quell’occasione 27 milioni di cittadini si sono recati alle urne per dire “fuori i profitti dall'acqua, fuori l'acqua dal mercato”.
È nostro compito, in questo ambito, dar seguito al voto di 27 milioni di persone che sono sedute insieme a noi nelle aule parlamentari e sono rappresentati trasversalmente in tutti gli schieramenti. Personalmente sento una forte responsabilità, quella di dare voce e seguito alla forte mobilitazione sociale che ha visto protagonisti alcuni milioni di cittadini e anche noi che ora siamo in Parlamento.
Uno dei principi del MoVimento 5 Stelle è quello di farsi portavoce delle istanze della cittadinanza. E per un tema importante come la gestione del servizio idrico, lavorerò affinché questo processo partecipato di straordinaria forza entri con altrettanta forza nelle istituzioni per restituire alle stesse valore e legittimità democratica.
Lo scorso giovedì in commissione Ambiente abbiamo iniziato una discussione su una risoluzione per l'acqua che comprende gli obiettivi dell'intergruppo, il nostro auspicio e impegno è che si produca un documento unico tra le forze politiche. L’acqua deve essere di tutti.
Federica Daga

mercoledì 18 settembre 2013

Il tema dell'acqua torni al centro del dibattito politico-istituzionale

Immagine in linea 1

COMUNICATO STAMPA

Intergruppo parlamentare per l'Acqua Bene Comune: il tema dell'acqua torni al centro del dibattito politico-istituzionale

Oggi mercoledì 18 settembre presso la Sala Conferenze Stampa della Camera dei Deputati alcuni componenti dell'intergruppo parlamentare per l'Acqua Bene Comune insieme al Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua hanno incontrato la stampa per illustrare le tempistiche di lavoro e gli obiettivi, tra cui sono stati individuati come prioritari:
  • il deposito della legge d’iniziativa popolare “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico” promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua con i dovuti aggiornamenti;
  • lavorare in sinergia con gli Enti Locali affinchè anche a livello territoriale le politiche sulla gestione del servizio idrico integrato siano coerenti con i contenuti e i principi della suddetta legge d'iniziativa popolare e di piena attuazione degli esiti referendari;
  • lavorare affinchè si giunga ad un testo condiviso in merito alla risoluzione con cui si impegna il Governo ad attuare gli esiti referendari attualmente in discussione presso la Commissione Ambiente della Camera;
  • in attuazione dell'esito referendario, lavorare affinchè nei prossimi provvedimenti governativi, compresa la legge di stabilità, venga esclusa la possibilità di riformulare l'attuale situazione normativa relativa alle modalità di affidamento dei servizi pubblici locali limitando, in qualunque modo, la possibilità di gestione pubblica;
  • presentazione e sostegno di provvedimenti che riportino tutte le competenze in materia di regolamentazione del ciclo delle acque e del servizio idrico e conseguentemente della determinazione del metodo tariffario sotto la competenza del Ministero dell’Ambiente, della tutela del Territorio e del Mare e che si pongano l'obiettivo dell’immediato ritiro del Metodo Tariffario Transitorio predisposto dall'Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas per il servizio idrico integrato.
Questi i primi passi che si intendono intraprendere anche al fine di riportare il tema della gestione pubblica dell'acqua al centro del dibattito politico-istituzionale.

Roma, 18 Settembre

martedì 17 settembre 2013

CONFERENZA STAMPA Intergruppo Parlamentare

INVITO CONFERENZA STAMPA

Intergruppo parlamentare per l'Acqua Bene Comune riprende lavoro su Legge di Iniziativa Popolare
Sala Conferenze Stampa della Camera dei Deputati, mercoledì 18 ore 13.00

Lo scorso 12 giugno, secondo compleanno dei referendum del 2011, è stato istituito l’Intergruppo parlamentare per l’Acqua Bene Comune a cui hanno aderito oltre 200 Deputati e Senatori di diversi gruppi parlamentari e l'11 settembre si è svolta una prima riunione. Alcuni componenti dell'intergruppo incontreranno la stampa per illustrare gli obiettivi e tempistiche del lavoro.

Verrà inoltre annunciato ufficialmente il deposito della legge d’iniziativa popolare "Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico" promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua che, dal 2007, giace nelle aule del Parlamento e che è finalmente giunto il momento di discutere.

Interverranno:
alcuni dei Parlamentari che hanno aderito all'intergruppo e il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua.

Per l'intergruppo Acqua Bene Comune
On. Federica Daga - Movimento 5 Stelle
On. Raffaella Mariani - Partito Democratico
On. Serena Pellegrino - Sinistra Ecologia e Libertà